Maltempo, il climatologo Sannino: “Medicane in arrivo sullo Jonio, previste onde di 8 metri e mareggiate importanti sulla Sicilia sudorientale”

Maltempo, il climatologo Sannino: "le previsioni elaborate stamattina confermano che nelle prossime ore nello Ionio si verificherà un Medicane, un ciclone con caratteristiche simili ai cicloni tropicali"

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Dopo la devastazione inflitta alla Sicilia negli ultimi giorni, il Ciclone Mediterraneo si appresta ad evolversi in un Medicane nelle acque del Mar Ionio, provocando un’ulteriore, violenta ondata di maltempo all’estremo Sud. “Le previsioni elaborate stamattina confermano che nelle prossime ore nello Ionio si verifichera’ un Medicane, un ciclone con caratteristiche simili ai cicloni tropicali, caratterizzato da un’intensita’ dei venti particolarmente elevata“, conferma all’AGI Gianmaria Sannino, climatologo presso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). “Ci attendiamo mareggiate importanti nella Sicilia sudorientale, con piogge e onde significative, che potrebbero superare gli otto metri di altezza al largo delle coste siciliane e maltesi. Ci aspettiamo che tra il 28 e il 29 ottobre il Medicane si spostera’ verso est, colpendo la Grecia. Di Medicane nel Mediterraneo se ne formano in media nell’anno 1-2 e questa e’ la stagione tipica per la formazione di questi oggetti meteorologici”, continua l’esperto.

La climatologia segue tempistiche piuttosto lunghe – sottolinea Sannino – e necessita di dati relativi alla frequenza e all’entita’ di fenomeni meteo estremi. Per quanto riguarda i Medicane, ad esempio, un solo episodio non puo’ essere considerato un chiaro indice di un cambiamento profondo nel clima, perche’ si tratta di fenomeni relativamente rari, che interessano il Mediterraneo con una frequenza media di 1,5 ogni anno. Questo significa che la scienza climatica non ritiene rilevante un’annata in cui si contano due Medicane, mentre se statisticamente la media annuale su lunghi periodi si modifica, possiamo inferire un’alterazione legata al cambiamento climatico. Ogni evento deve inoltre essere valutato a se’, considerando la velocita’ del vento, l’altezza delle onde e una serie di parametri che possono indicare una variazione piu’ o meno importante nell’andamento medio di questi fenomeni. A fine anno si valutera’ l’insieme di Medicane che si sono verificati nei mesi precedenti, compresi gli eventuali fattori di preoccupazione, come ad esempio la velocita’ di propagazione, associata a danni piu’ violenti in caso di Medicane piu’ lenti”.

L’aumento della frequenza e dell’intensita’ degli eventi climatici estremi rappresenta uno degli aspetti piu’ preoccupanti del profondo cambiamento che sta interessando il pianeta Terra – continua Sannino – i modelli di previsione suggeriscono che la situazione tendera’ a peggiorare, specialmente se non si interviene al piu’ presto con azioni di mitigazione mirate ed efficaci. Sappiamo che il cambiamento climatico e’ ormai inevitabile, ma possiamo influenzare la gravita’ delle conseguenze che le prossime generazioni dovranno affrontare”.

In vista della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terra’ dal primo al 12 novembre 2021 a Glasgow, “sappiamo quali sono le misure da adottare – osserva Sannino – dobbiamo ridurre le emissioni di gas a effetto serra, incentivando la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili, riducendo il volume dei trasporti, promuovendo quando possibile il lavoro agile e investendo nell’economia circolare”. “La pandemia ci ha insegnato che e’ possibile lavorare in un modo diverso, piu’ smart – commenta Sannino – che fa bene all’ambiente, al clima e alla salute delle persone. Un cambiamento radicale del sistema economico potrebbe portare a nuovi posti di lavoro e a una gamma di possibilita’ da cogliere. Durante il 2020, a causa di Covid-19 e dei lockdown, si e’ registrato un calo del 6-7 per cento nelle emissioni medie globali, che e’ la direzione in cui dobbiamo andare per i prossimi 30 anni se vogliamo sperare di far fronte alle conseguenze socioeconomiche dei cambiamenti climatici. In caso contrario la spesa per la gestione dell’impatto dell’emergenza sara’ estremamente esosa e impossibile da sostenere. Dobbiamo assolutamente intervenire, passare dall’individuazione delle strategie all’attuazione di misure concrete, efficaci, mirate“.

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