Covid, Pregliasco: “Niente abbracci e strette di mano fino a primavera, prima ‘adda passà a nuttata'”

Ci avevano detto che con i vaccini saremmo tornati alla normalità, eppure - nonostante l'alta percentuale di immunizzati nel nostro Paese - i virologi continuano a seminare il terrore

Non ce la facciamo. Né con i vaccini, né con le mascherine, né con tutte le misure di sicurezza possibili e immaginabili. I virologi italiani, o almeno la parte di essi che ha più eco mediatica, hanno deciso che non possiamo tornare alla normalità, nonostante l’alta percentuale di vaccinati che c’è nel nostro Paese. “Non è ancora il momento di abbandonare il nuovo galateo, prima ‘adda passà ‘a nuttata’ e ”a nuttata’ è l’inverno“. Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano, frena gli entusiasmi e la comprensibile voglia di ritorno alla normalità anche nei quotidiani gesti di saluto. “Per tornare a strette di mano e abbracci  – dice l’esperto all’Adnkronos Salute – vediamo in primavera, forse allora potremmo cominciare ad allentare un po’ ma prima è un rischio“, avverte. “Anche se già adesso c’è qualcuno che lo fa. Da me ogni tanto qualcuno si presenta tendendo la mano, ma io la schivo”, ha riferito il virologo.

Pregliasco si è espresso anche in merito all’App, ‘Voice Med One‘, in sperimentazione alla Asl di Torino, che sarebbe in grado di riconoscere, con un’accuratezza del 73,5%, la presenza del Covid-19 attraverso un semplice colpo di tosse. “Vediamo la validazione ma potrebbe essere interessante – ha detto –. Attualmente stiamo facendo una quantità enorme di tamponi a persone che non ne hanno bisogno” se non ai fini del Green pass “e una App potrebbe sicuramente essere uno strumento utile“. Non solo. “E’ tutto da vedere – frena l’esperto – ma potrebbe aiutare anche in una gestione del virus consentendo un semplice controllo ‘fai da te’. Ovviamente in caso di positività i risultati andrebbero poi confermati da un tampone“.