Clima, il presidente ASI Saccoccia: “osserviamo il pianeta dallo Spazio in modo impossibile da comprendere sulla Terra”

"Se 2-3 mm di aumento di spessore degli oceani non possono essere visti ad occhio nudo, possono essere visti dallo Spazio"

MeteoWeb

E’ innegabile l’importanza dell’osservazione della Terra dallo Spazio, grazie ai satelliti, soprattutto se si considera che “se 2-3 mm di aumento di spessore degli oceani non possono essere visti ad occhio nudo, possono essere visti dallo Spazio“: è quanto ha affermato questa mattina il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia, durante l’evento “Il pianeta che cambia – uno sguardo dall’alto” organizzato da ESA e ASI con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, in vista della prossima COP26, la Conferenza delle parti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Saccoccia ha spiegato che, ad esempio, “uno dei satelliti di Copernicus, Sentinel-2, contribuisce a osservare la biomassa che misura lo stato di salute della Terra” e che un vulcano può essere osservato dal satellite italiano iperspettrale Prisma, mentre grazie al satellite Goce si può osservare anche la circolazione degli oceani. “Guardiamo all’acqua dallo Spazio in modo impossibile da comprendere sulla Terra,” ha sottolineato il presidente ASI.
Anche gli incendi possono essere monitorati, osservati con il satellite Copernicus Sentinel-3, mentre il satellite Aelous monitoria i venti: grazie a questo strumento dallo Spazio, “apriamo la porta ad un nuovo modo di fare meteorologia“.

Si andava nello “Spazio prima per guardare oltre la Terra, oggi l’attività spaziale principale e guardare la Terra dallo Spazio” per studiare le criticità e di fenomeni del nostro pianeta ma anche “per realizzare programmi utili per servizi sulla Terra come il programma Galileo per la navigazione satellitare,” ha dichiarato Elena Grifoni Winters, Capo di gabinetto del direttore generale dell’Agenzia spaziale Europea, durante il live event a Milano
La Terra si protegge dalle sfide dei cambiamenti climatici anche dallo Spazio e “l’Europa investe complessivamente per le sue attività spaziali 6,5 miliardi di euro l’anno, le attività spaziali costano cioè 12 euro l’anno a cittadino europeo, quindi 1 euro al mese per ogni cittadino dell’Europa: non molto visto che siamo tra i leader nel mondo,” ha spiegato Grifoni Winters. “L’ESA è il portale dell’Europa verso lo Spazio, siamo una delle poche agenzie spaziali a fare attività spaziali a tutto campo” .