11 novembre: auguri a tutti i cornuti! Perché San Martino non è solo patrono di soldati e mendicanti

Il giorno di San Martino è la festa dei cornuti: origine e tradizione di una festa che ancora oggi viene celebrata in diverse località italiane

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Perché dovrebbe esserci una festa per gli innamorati, una per i single e non una per i…cornuti? Ebbene, anche a questi ultimi possiamo fare gli auguri. Quando? Oggi, 11 novembre! Perché San Martino, oltre a soldati e mendicanti, protegge anche coloro i quali in amore sono un po’…meno fortunati! Anche chi ha subito o subisce un tradimento, dunque, ha la possibilità di celebrare il proprio status, acclarato o meno che sia.

E si tratta di una festa che non passa in sordina, come si potrebbe erroneamente pensare: in molte località italiane vengono organizzate vere e proprie feste dedicate a questa particolare celebrazione. Il giorno non è scelto a caso, perché ci sono diversi motivi per cui san Martino è associato a questa categoria, o meglio sono numerose le ipotesi, storiche e della tradizione, che indicano proprio questo santo come protettore dei cornuti.

Secondo una di queste ipotesi, la ricorrenza è da far risalire alle tante fiere di bestiame dotato di corna, che anticamente si svolgevano proprio in questo periodo; secondo un’altra ipotesi, invece, le origini della particolare celebrazione sono da attribuire ai dodici giorni di sfrenate feste pagane che si svolgevano sempre in questo periodo dell’anno, durante le quali gli adultèri erano considerati quasi la normalità, e ci si lasciava andare ad ogni desiderio sessuale, al di fuori del matrimonio, lasciato (forse!) sopito per il resto dell’anno. Un’altra leggenda, che sembra in verità molto fantasiosa, narra di San Martino che portava sulle spalle la bellissima sorella per evitare che i suoi vogliosi concittadini abusassero di lei. Ma lo sforzo del santo era inutile: lei stessa riusciva sempre a sfuggire al fratello.

L’ipotesi che resta la più plausibile e affascinante è quella che colloca le origini di questa festa nell’antica Roma. Nella “Roma sparita” di Luigi Zanazzo, ad esempio, si racconta di una vera e propria crudeltà che si svolgeva la notte prima dell’11 novembre, quando davanti alle case di chi era giudicato “cornuto contento”, ovvero che era consapevole del tradimento subito ma lo accettava passivamente, venivano depositati fiori, nastri, corna, infiorate di mortadella e persino dei sonetti, poesie in rima che si burlavano dei poveri malcapitati. Si tratta di simboli i quali, in genere, venivano donati con crudeltà da un ‘amico’, o almeno presunto tale, che non svelava la propria identità alla persona di cui si prendeva gioco. Il povero malcapitato di turno diventava quindi lo zimbello di tutta Roma. Ovviamente, nel caso in cui il cornuto riusciva a scoprire chi gli aveva tirato il brutto scherzo poteva capitare che la burla diventasse letale, soprattutto per chi l’aveva ordita.