La Cina sta vivendo ore particolarmente frenetiche, dopo una dichiarazione del governo cinese che – tramite il Ministero del Commercio – ha invitato le autorità locali a garantire approvvigionamenti alimentari adeguati incoraggiando alle famiglie affinché facciano scorta di beni essenziali per tutto l’inverno. Nel Paese cresce il timore di una nuova ondata di contagi di Covid-19 al punto che Pechino ha cancellato la metà dei voli in partenza e in arrivo nei due aeroporti della capitale, pari a circa 500 decolli e atterraggi giornalieri.
E’ la seconda volta in pochi giorni che Pechino lascia a terra gli aerei per il rischio di aumento dei contagi: le autorità locali temono il diffondersi dei casi di Covid-19, che stanno colpendo in particolare il distretto settentrionale di Changping. Ma la pandemia non è l’unica situazione che preoccupa il governo: si temono anche la scarsezza degli approvvigionamenti per la crisi energetica e il blocco dei trasporti mondiale, e preoccupa anche la crescente tensione con Taiwan.
Le autorità cercano di non far trapelare i reali motivi di preoccupazione e indicano nelle condizioni meteorologiche la causa di tanta attenzione: “sappiamo che sta arrivando un’ondata di freddo e neve molto intensa, siamo preoccupati per l’aumento delle calamità naturali” ha chiarito un consigliere del ministero, Guan Lixin, ai media per calmare gli animi dopo che si era diffuso il panico. Ma la poca trasparenza del governo cinese non ci consente di poter dare credito al 100% alla versione ufficiale. Anche perché l’invito del ministero del Commercio era molto circostanziato e rivolto all’esigenza di fare scorte di beni di prima necessità per tutti i mesi invernali. In risposta alle discussioni online sempre più preoccupate, l’Economic Daily, un giornale sostenuto dal Partito Comunista, ha invitato i netizen a non spingersi “troppo verso una immaginazione iperattiva“, formulando un’interpretazione autentica della direttiva il cui scopo era solo quello di assicurarsi che i cittadini non fossero colti alla sprovvista in caso di blocco nella loro zona. Il governo centrale, in genere, fa sforzi sulle forniture di verdure fresche e carne di maiale in vista della festa più importante della Cina, il Capodanno lunare, che nel 2022 cadrà all’inizio di febbraio. Allo stato, tuttavia, questi sforzi sono diventati più urgenti dopo che il clima estremo di ottobre ha distrutto i raccolti nello Shandong, la più grande regione di coltivazione di ortaggi della Cina, e poichè i focolai di casi di Covid-19 concentrati soprattutto nel nordest e nel nordovest del Paese minacciano di interrompere le forniture di cibo. Il ministero del Commercio ha aggiunto che le autorità locali dovrebbero acquistare verdure che possono essere conservate con largo anticipo e cercare anche di rafforzare le reti di consegna di emergenza per garantire canali di distribuzione “fluidi ed efficienti“. Le informazioni relative ai prezzi, all’offerta e alla domanda di materie prime dovrebbero essere diffuse in modo tempestivo per stabilizzare le aspettative del pubblico.
Intanto dai social network cinesi arrivano immagini scattate dai cittadini che immortalano ingenti dispiegamenti di forze armate e movimenti di carri armati in varie località del Paese. Potrebbe trattarsi di esercitazioni o di semplici trasferimenti militari, ma la mancanza di trasparenza nelle informazioni dalla Cina non consente più a nessuno di sottovalutare gli allarmi arrivano dal web. Anche all’inizio della pandemia tutto era iniziato con le foto di persone che svenivano in strada con la mascherina a Wuhan, e in pochi davano credito a quelle testimonianze. Purtroppo.






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