Clima: accordo alla COP26 “spinto da un aumento del 45% di eventi estremi”

"Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma"

L’accordo COP26 sui cambiamenti climatici è “spinto da un 2021 che fa segnare in Italia il record di eventi estremi da quando sono iniziate le rilevazioni con ben 1914 tra nubifragi, tornado, tempeste di vento, grandinate, ondate di calore e di gelo estremi rilevati fino ad oggi, in aumento del 45% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno“: è quanto emerge da un’analisi della Coldiretti secondo cui lungo la penisola si sono verificati in media sei eventi estremi al giorno (dati dell’European Severe Weather Database). Il 2021 si classifica in Italia fino ad ora “al dodicesimo posto tra i più caldi mai registrati con la temperatura superiore di 0,69 gradi rispetto alla media storica che conferma la tendenza al surriscaldamento” (elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr). Sempre secondo l’associazione, “la situazione non è migliore a livello globale dove l’aumento delle temperature negli ultimi dodici mesi è stato di 0,28 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020 e di ben 1,1-1,2 gradi sul periodo 1850-1900” (dati del Copernicus Climate Change Service C3S per il periodo da settembre 2020 ad ottobre 2021).
In Italia la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti – anche il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003. “Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, che compromettono anche le coltivazioni nei campi con costi che hanno già superato i due miliardi quest’anno tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne“. “L’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato per contrastarli – continua la Coldiretti – Si tratta di una nuova sfida per le imprese agricole che devono interpretare le novità segnalate dalla climatologia e gli effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque. Servono investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua, un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni resistenti“.