Le previsioni sul riscaldamento globale rispetto all’era preindustriale sono state riviste, sulla base dei modelli climatici sviluppati dall’Università di Melbourne, alla luce delle recenti dichiarazioni e impegni dei leader G20 e alla Cop26 di Glasgow: la previsione è di un aumento di 1,9°C della temperatura, migliore rispetto a quanto mai stimato in passato. Il valore di 1,9°C è stato ottenuto incrociando gli impegni presi da 96 Paesi e nonostante la prospettiva delineata dall’India di rinviare al 2070 la scadenza per raggiungere zero emissioni. L’ultimo valore stimato dall’Onu segnava un aumento della temperatura di 2,7°C entro il 2100.
I ricercatori dell’università australiana hanno analizzato i numeri attraverso il loro emulatore climatico Magicc, coerente con il sesto report (AR6) del Gruppo di lavoro 1 (WG1) del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), che si traduce in una “proiezione migliore di un riscaldamento di picco di 1,9°C in questo secolo”.
Secondo questa nuova proiezione, resta al momento irraggiungibile il valore di aumento massimo delle temperature di 1,5°C, obiettivo fissato, da ultimo, anche dal G20. La più grande incognita, avvertono gli studiosi dell’Università di Melbourne, riguarda il rispetto effettivo degli ultimi impegni sul clima presi dai principali Paesi.
