Casi di polmonite COVID-19 nei vaccinati: perché “dovrebbero mantenere le precauzioni, il distanziamento sociale e usare le mascherine”

Nello studio "COVID-19 Pneumonia in Vaccinated Population: A Six Clinical and Radiological Case Series", sono stati riportati casi di polmonite COVID-19 in 6 pazienti completamente vaccinati

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La sindrome respiratoria acuta grave Coronavirus-2 (SARS-CoV-2) e la sua malattia correlata (COVID-19) continuano a rappresentare una sfida: tra tutte, l’avvento di nuove varianti, che rappresenta una minaccia preoccupante non solo per le persone non vaccinate ma anche per le persone vaccinate in quanto infezioni da virus sono state dimostrate anche in questi ultimi ultimi.
Nello studio “COVID-19 Pneumonia in Vaccinated Population: A Six Clinical and Radiological Case Series“, sono stati riportati casi clinici e risultati radiologici di polmonite COVID-19 in 6 pazienti completamente vaccinati. Due pazienti avevano una storia di terapia con Rituximab per linfoma follicolare e con positività persistente per SARS-CoV-2 con tamponi nasofaringei/orofaringei e con polmonite moderata alla tomografia computerizzata del torace. Un paziente risultato positivo alla variante delta 8 giorni dopo la seconda dose di vaccinazione è deceduto poco dopo. Due pazienti sono stati ricoverati per peggioramento di febbre e dispnea in presenza di lieve polmonite alla tomografia computerizzata. In un paziente è stata riscontrata una lieve polmonite alla tomografia computerizzata del torace eseguita dopo un episodio lipotimico associato a dolore toracico e tampone positivo testato SARS-CoV-2.
Secondo gli autori dello studio, “i dati suggeriscono che nelle persone completamente vaccinate, le precauzioni dovrebbero essere mantenute e l’uso di mascherine e il distanziamento sociale dovrebbero continuare in tutti gli ambienti chiusi“. Inoltre, “dovrebbero essere condotti ulteriori studi clinici per comprendere meglio come vari fattori possono influenzare l’immunogenicità del vaccino così come la presenza di mutazioni virali, fattori di età e la presenza di uno stato immunocompromesso“.

Nonostante il vaccino sia considerato strumento primario e più efficace per contrastare la pandemia, “si prevede che non offrirà una protezione al 100%,” proseguono i ricercatori. “I nostri casi evidenziano che anche i pazienti completamente vaccinati possono essere colpiti da polmonite COVID-19 in forma lieve. Non tutte le persone sviluppano una risposta immunitaria efficace e la risposta immunitaria di un individuo dipende dal suo stato di immunocompromissione. Pertanto, il monitoraggio dello stato sierologico, così come l’uso di mascherine e distanziamento sociale, dovrebbe continuare in ambienti con alte percentuali di persone vaccinate“.

Infine, gli studiosi sostengono che va “considerato anche il continuo aggiornamento dei vaccini COVID-19. Inoltre, dovrebbero essere condotti ulteriori studi clinici per comprendere meglio come vari fattori possono influenzare l’immunogenicità del vaccino come la presenza di mutazioni virali, fattori di età e la presenza di uno stato immunocompromesso“.