Covid, l’Istituto Superiore di Sanità: “l’efficacia del vaccino crolla al 46,8% dopo sei mesi”. Il bollettino

Covid, più della metà dei vaccinati da oltre sei mesi è come se non avesse mai fatto il vaccino: i dati dell'Istituto Superiore di Sanità

L’età media dei contagi è stazionaria a 42 anni, quella dei ricoveri cresce ad oltre 70 anni mentre l’età media dei morti rimane superiore agli 82 anni: è l’aggiornamento sulla pandemia di SARS-CoV-2 fornito oggi dal bollettino settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità, l’unica fonte ufficiale che fornisce i dati di contagi, ricoveri e decessi per stato vaccinale con la relativa stima dell’efficacia delle vaccinazioni. Mentre la curva epidemiologica è tornata a salire e sono aumentati i numeri assoluti di contagi, ricoveri e decessi, cresce ancora in termini assoluti il numero delle diagnosi, dei ricoverati e dei morti tra i vaccinati.

In base al bollettino, infatti, il 60,1% dei contagi dell’ultimo mese s’è registrato tra i vaccinati, il 49% dei ricoveri s’è verificato tra i vaccinati e il 54,6% dei decessi s’è verificato tra i vaccinati. Questo ovviamente non significa che i vaccini non forniscano protezione dal virus, in quanto il campione dell’intera popolazione vede l’85,4% di vaccinati e il 14,6% di non vaccinati, ma se negli ultimi trenta giorni abbiamo avuto oltre 76 mila contagi, 3 mila ricoveri e 450 morti tra i vaccinati, significa che comunque la protezione è parziale e non basta a sconfiggere la pandemia. Anche se l’intera popolazione italiana fosse vaccinata (la porzione di non vaccinati è ormai una minoranza molto piccola e marginale), non avremmo numeri epidemiologici significativamente differenti rispetto a quelli attuali e osserveremmo in ogni caso la nuova ondata con l’aumento della pressione sugli ospedali e le Regioni più colpite a rischio di passaggio in zona gialla. Non c’è, infatti, la “pandemia di non vaccinati” e il vaccino, pur confermandosi come uno strumento utile a contrastare la pandemia, non basta per sconfiggerla.

Secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità fornite dal bollettino, infatti, l’efficacia del vaccino è sensibilmente diminuita per quanto riguarda la protezione del contagio: è scesa al 74,6% nei vaccinati da meno di 6 mesi e addirittura al 46,8% nei vaccinati da oltre 6 mesi. Significa che tra tutti i vaccinati che hanno ricevuto la seconda dose oltre sei mesi fa, più della metà non sono più protetti. Scende anche l’efficacia del vaccino dalla protezione dalla malattia severa, ridotta al 91,8% nei vaccinati da meno di sei mesi e all’82,1% nei vaccinati da più di sei mesi.

Sempre secondo le stime fornite dall’ISS nel bollettino, i non vaccinati hanno un rischio di contagiarsi tra 3 e 4 volte superiore rispetto ai vaccinati da meno di sei mesi, e soltanto una volta superiore rispetto ai vaccinati da oltre sei mesi. Nei giovani, poi, non è possibile stimare l’efficacia del vaccino per prevenire il decesso in quanto i decessi sotto i 40 anni sono rarissimi e limitati a casi molto particolari in soggetti già gravati da pesantissime malattie croniche e precedenti al contagio.

Osservando i dati, bisogna evidenziare come l’ISS considera “non vaccinati” coloro che hanno ricevuto la prima dose da 15 giorni; considera “vaccinati con ciclo incompleto” anche coloro che hanno ricevuto la seconda dose da 15 giorni; considera “vaccinati con ciclo completo” soltanto coloro che hanno ricevuto la seconda dose da più di 15 giorni.

Per una corretta lettura dei dati giova inoltre ricordare che i non vaccinati sono sottoposti a continui tamponi per lavorare o per qualsiasi attività sociale, quindi sono più controllati e i casi positivi emergono numerosi anche tra gli asintomatici. I vaccinati, invece, vanno spontaneamente a fare un tampone soltanto in caso di evidenti sintomi Covid, altrimenti possono fare qualsiasi cosa con il Green Pass senza alcun controllo di tracciamento. E’ quindi realistico che i positivi tra i vaccinati siano molti di più rispetto a quelli emersi, e che quindi l’efficacia del vaccino nella riduzione del contagio sia ancora più bassa rispetto alle stime che non possono avere i dati di riferimento a causa del Green Pass che consente appunto ai vaccinati di evitare il tampone, unico reale strumento di tracciamento e monitoraggio della pandemia.

Di seguito i dati completi forniti dall’Istituto Superiore di Sanità per stato vaccinale:

Totale popolazione con più di 12 anni: 54.009.942

  • Non vaccinati: 7.862.567 (14,6%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 2.422.756 (4,5%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 43.154.587 (79,9%)
  • Vaccinati con la terza dose: 570.032 (1,1%)

Totale nuovi casi positivi negli ultimi 30 giorni: 126.703

  • Non vaccinati: 50.564 (39,9%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 3.980 (3,1%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 71.622 (56,6%)
  • Vaccinati con la terza dose: 537 (0,4%)

Totale ospedalizzazioni: 6.316

  • Non vaccinati: 3.220 (51,0%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 160 (2,5%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 2.901 (46,0%)
  • Vaccinati con la terza dose: 35 (0,6%)

Totale decessi: 847

  • Non vaccinati: 384 (45,3%)
  • Vaccinati con ciclo incompleto: 19 (2,2%)
  • Vaccinati con ciclo completo: 444 (52,4%)