“Certamente il Covid-19 rimarrà con noi. È il destino di tutti i virus pandemici. Come rimarrà? Non lo sappiamo con certezza, molto probabilmente in forma endemica. L’unico confronto possibile è con le pandemie da virus respiratori del passato: nel secolo scorso, quando avemmo le tre pandemie di influenza (la spagnola nel 1918, l’asiatica nel 1957, la Hong Kong nel 1968), il mondo era abitato, rispettivamente, da 1,7, 2,5 e 4 miliardi di persone. Oggi siamo a 8. Ma allora il virus non raggiungeva nicchie di popolazione isolate. Oggi il Covid è arrivato in Antartide”. È una parte dell’intervista di Giorgio Palù, microbiologo, virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), tratta dal nuovo libro di Bruno Vespa, “Perché Mussolini rovinò l’Italia”, anticipata oggi con un estratto sul quotidiano La Stampa.
Palù parla poi dell’immunità di gregge, descrivendola come un obiettivo non realizzabile: “non è possibile in un mondo globalizzato, con l’Africa non vaccinata e i casi che continueranno a crescere. Potremmo inoltre assistere a un ping pong tra uomo e animali. Il Coronavirus è il virus più diffuso tra gli animali e sono almeno dieci le specie in cui può insediarsi il SARS-CoV-2. I danesi hanno sterminato 20 milioni di visoni, ma non è sufficiente. Con il morbillo e la poliomielite, bastava vaccinare il 90 per cento della popolazione per avere l’immunità di gregge nei Paesi colpiti. Oggi, con il Covid e circa 2 miliardi di persone vaccinate e due terzi di mondo che non lo sono, la missione è impossibile, perché non ce la faremo mai a vaccinare il 90 per cento di una popolazione che viaggia da un continente all’altro”.
Palù ritiene i vaccini “indispensabili per evitare che l’infezione sia causa di malattia grave e per bloccare la pandemia” e sulle cure, afferma: “usciranno farmaci antivirali, come è capitato per l’Aids e per l’epatite C, la prima malattia da virus che stiamo “eradicando” con i farmaci”.
Infine, sul tema tanto dibattuto ma ancora misterioso dell’origine di SARS-CoV-2, Palù dice: “l’allarme fu dato dai cinesi in ritardo. La Cina non ha mai chiarito fino in fondo le cause dell’origine del virus. Personalmente credo che si sia trattato di un incidente di laboratorio a Wuhan. Era già successo in altri laboratori cinesi con virus e batteri altamente contagiosi, cosi come negli Stati Uniti e in altri posti. E, intanto, noi dobbiamo imparare a convivere con il Covid”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?