Esalazioni tossiche a Vulcano: prima notte fuori casa per 220 persone

La Regione siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per l'isola di Vulcano

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Prima notte fuori casa per 220 cittadini di Vulcano: è entrata in vigore ieri, ed è valida per 30 giorni, l’ordinanza che dispone l’evacuazione per le ore notturne di un gruppo di isolani, che, a causa delle esalazioni tossiche di gas, entro le 23, e fino alle prime ore del mattino seguente, non possono rimanere nelle loro abitazioni. Si tratta degli abitanti della zona del porto e dei dintorni.

Gli abitanti interessati dal provvedimenti sono stati trasferiti al Vulcano Blu Residence, a Vulcanello, o si sono trasferiti autonomamente in eventuali seconde case, sull’isola, o altrove, e possono usufruire di aiuti economici.
Per queste famiglie l’ordinanza sindacale ha quantificato un contributo mensile per l’autonoma sistemazione, stabilita in 400 euro per i nuclei mono familiari, 500 euro per i nuclei composti da due persone, 700 euro per quelli composti da tre unità, 800 euro per i nuclei composti da quattro o più unità.
I turisti non potranno sbarcare, mentre lo potranno fare i pendolari.

Nei giorni scorsi il sindaco Marco Giorgianni ha incontrato gli isolani per spiegare la situazione: “Fortunatamente, è stata scongiurata l’ipotesi dell’allontanamento di massa dall’isola di Vulcano. Durante il giorno tutte le attività resteranno aperte, e la vita proseguirà in maniera normale, ma non si può fare lo stesso discorso per quanto riguarda la notte“, ha precisato il primo cittadino.
E’ un allontanamento dalla zona dove è necessario fare degli approfondimenti – ha sottolineato Giorgianni – i residenti si trasferiscono, ma solo per il pernottamento perché durante le ore diurne fino alle 10 di sera le attività, anche in quell’area, con le dovute precauzioni e attenzioni, potranno svolgersi in quanto durante il giorno c’è modo di fare fronte a eventuali criticità. Di notte, invece, le persone che dormono non si accorgerebbero di quanto accade; dunque, precauzionalmente, per un mese dovranno dormire in un’area diversa dell’isola“.

Francesco Italiano, direttore della Sezione INGV di Palermo, ha ricordato che “al momento il serio problema è rappresentato dalla massa di gas aumentata a dismisura. Dopo aver monitorato la parte geochimica dell’isola è stato accertato che i valori giornalieri di CO2 da 80 tonnellate sono lievitati a 480. Ecco perché è rischioso vivere nella zona rossa dove odore e calore sono segnali ai quali non bisogna essere esposti. Elementi che fanno capire che è meglio non dormire lì“.

La Regione siciliana ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per l’isola di Vulcano.