Non è forse un evento positivo, ma si tratta comunque di un momento importante della Storia, che ha dato il via ad un nuovo terribile modo di combattere il nemico. Giulio Gavotti dell’Aeronautica Militare Italiana sganciò manualmente quattro piccole bombe su due campi dell’esercito turco a Tajoura ed Ein Zara nella regione di Tripoli in Libia, nel corso della guerra italo-ottomana. Nota importante: l’attacco non causò vittime.
Era il 1º novembre del 1911 quando dall’abitacolo del suo Etrich Taube Gavotti lanciò tre bombe Cipelli su di un accampamento turco ad Ain Zara e una sull’oasi di Tripoli stessa. Fu il primo attacco aereo della storia. Ecco come Gavotti raccontò la vicenda al padre:
“Ho deciso di tentare oggi di lanciare delle bombe dall’aeroplano. È la prima volta che si tenta una cosa di questo genere e se riesco sarò contento di essere il primo. Appena è chiaro sono nel campo. Faccio uscire il mio apparecchio. Vicino al seggiolino ho inchiodato una cassettina di cuoio; la fascio internamente di ovatta e vi adagio sopra le bombe con precauzione. Queste bombette sono sferiche e pesano circa un chilo e mezzo. Nella cassetta ne ho tre; l’altra la metto nella tasca della giubba di cuoio. In un’altra tasca ho una piccola scatoletta di cartone con entro quattro detonatori al fulminato di mercurio. Parto felicemente e mi dirigo subito verso il mare. Arrivo fin sopra la “Sicilia” ancorata a ovest di Tripoli dirimpetto all’oasi di Gurgi poi torno indietro passo sopra la “Brin”, la “Saint Bon” la “Filiberto” sui piroscafi ancorati in rada. Quando ho raggiunto 700 metri mi dirigo verso l’interno. Oltrepasso la linea dei nostri avamposti situata sul limitare dell’oasi e mi inoltro sul deserto in direzione di Ain Zara altra piccola oasi dove avevo visto nei giorni precedenti gli accampamenti nemici (circa 2000 uomini). Dopo non molto tempo scorgo perfettamente la massa scura dell’oasi che si avvicina rapidamente. Con una mano tengo il volante, coll’altra sciolgo il corregile che tien chiuso il coperchio della scatola; estraggo una bomba la poso sulle ginocchia. Cambio mano al volante e con quella libera estraggo un detonatore dalla scatoletta e lo metto in bocca. Richiudo la scatoletta; metto il detonatore nella bomba e guardo abbasso. Sono pronto. Circa un chilometro mi separa dall’oasi. Già vedo perfettamente le tende arabe. Vedo due accampamenti vicino a una casa quadrata bianca uno di circa 200 uomini e, l’altro di circa 50. Poco prima di esservi sopra afferro la bomba colla mano destra; coi denti strappo la chiavetta di sicurezza e butto la bomba fuori dall’ala. Riesco a seguirla coll’occhio per pochi secondi poi scompare. Dopo un momento vedo proprio in mezzo al piccolo attendamento una nuvoletta scura. Io veramente avevo mirato il grande ma sono stato fortunato lo stesso; ho colpito giusto. Ripasso parecchie volte e lancio altre due bombe di cui però non riesco a constatare l’effetto. Me ne rimane una ancora che lancio più tardi sull’oasi stessa di Tripoli. Scendo molto contento del risultato ottenuto. Vado subito alla divisione a riferire e poi dal Governatore gen. Caneva. Tutti si dimostrano assai soddisfatti”.
Per questa azione e per un’altra a Gargaresc Giulio Gavotti venne ricompensato con la medaglia d’Argento al valor militare. Rimpatriato nel 1912 e posto in congedo, fu assunto il 1º luglio come ingegnere presso il Battaglione Aviatori di stanza a Torino ed incaricato dell’insegnamento sui materiali e sugli apparecchi di volo agli ufficiali aspiranti allievi piloti. Rimase in forza a questo comando come istruttore e collaudatore sino al 1917 quando venne nominato “capo commissione collaudi in volo” per la Liguria e la Toscana della sezione distaccata di Genova della Direzione Tecnica dell’Aviazione militare.
Nel 1923 entrò a far parte del Commissariato dell’Aeronautica. Il 1º novembre 1923, nel giorno dell’anniversario della sua azione in volo, venne nominato maggiore del Genio Aeronautico (G.A.R.I.) nella neonata Regia Aeronautica italiana. Nel 1927 fu investito direttamente da Italo Balbo della carica di Sopraintendente Tecnico della Aero Espresso Italiana, che era una società di navigazione aerea che faceva servizio tra l’Italia e la Turchia.
Andò in pensione come colonnello. Nel dicembre 1929 venne nominato amministratore delegato della società di navigazione aerea Società Aerea Mediterranea (SAM) fino al 1931. Quando fu fondata la nuova società aerea Ala Littoria, che nel frattempo era nata dalla fusione tra la SAM e altre compagnie aeree italiane, divenne membro del consiglio d’amministrazione e fu nominato Ispettore Generale.



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