Tra le tante incongruenze del sistema Green Pass così come è stato pensato in Italia ve n’è una che sicuramente supera tutte le altre: chi è guarito dal Covid, anche in presenza di alti livelli anticorpali, non può avere il Green pass, almeno non fino alla prima dose di vaccino. Ma è davvero così necessario vaccinarti dopo essere guariti dal Covid?
In un video, visibile su Mediaset Play e andato in onda nel corso del programma tv Fuori dal coro, dal titolo “Vaccini, il dilemma anticorpi alti: bastano per il green pass?”, i giornalisti Mediaset si sono posti proprio questa domanda e l’hanno posta anche agli esperti, evidenziando però come, tra i nomi più noti di virologi ai quali ci siamo abituati in questi quasi due anni, vi sia divergenza di opinioni in merito.
Fatto sta che, a prescindere dalla confusione scientifica in merito, il governo italiano ha deciso che chi è guarito dal Covid non può avere il Green pass, anche in caso di carica anticorpale naturale elevata. Secondo il Ministero della Salute, infatti, la presenza di anticorpi non può essere considerata alternativa al vaccino. Ma questo accade in Italia: in Svizzera, ad esempio, con anticorpi alti hai diritto al lasciapassare, e in qual caso di tratta di certificato valido per tre mesi. Per ottenerlo è sufficiente un test sierologico positivo. “La persona guarita ha anche un’immunità più alta” spiega il Prof. Andrea Cerny, infettivologo della Clinica Luganese Moncucco.
E allora, resta da chiedersi, perché in Svizzera sì e in Italia no, se la scienza non è bandiera? La risposta a questa domanda non fa altro che avallare ciò che da più parti si cerca di evidenziare da mesi: il Green pass nostrano è solo ed esclusivamente una questione politica, priva di basi scientifiche.


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