In un contesto mediamente instabile abbastanza lungo, come da giorni annunciato nelle nostre previsioni meteo, probabilmente fino a metà mese, sebbene instabilità certamente irregolare e non ovunque, potrebbe innestarsi, secondo le ultimissime elaborazioni del modello europeo, anche un contributo di aria più fredda continentale per l’inizio della prossima settimana. Infatti, sul Nordest Europa, intorno all’8/10 del mese, transiterebbe aria più fredda di matrice scandinava, parte della quale potrebbe essere attratta dalla depressione semi-stazionaria presente sui settori centro-occidentali del nostro bacino. Si tratterebbe di una lingua fredda abbastanza esigua, che riuscirebbe a sfondare sul nostro bacino attraverso l’Istria, ma che sarebbe in grado di andare a rinvigorire la circolazione depressionaria, magari attivando una depressione al suolo sostanziosa e capace di arrecare un peggioramento più significativo su diverse regioni, soprattutto centro-meridionali.
Dunque, in base alle ultimissime elaborazioni del modello europeo, le previsioni meteo computerebbero un possibile peggioramento più serio, rispetto all’instabilità mediamente presente nei giorni precedenti, per inizio settimana prossima, ossia tra lunedì 8 e mercoledì 10. A inizio peggioramento, potrebbero arrivare di nuovo piogge abbastanza significative, tra l’altro in un contesto di circolazione ancora prevalentemente meridionale, soprattutto sulle regioni centrali tra Lazio, Umbria, Abruzzo e diffusamente sul resto del Centro Sud. Poi, via via, con l’avanzare della bassa pressione al suolo verso il basso Tirreno e poi magari anche verso lo Jonio, potrebbe entrare addirittura aria un po’ più fredda dai quadranti nordorientali, in grado di portare fiocchi sull’Appennino Marchigiano o comunque centrale, fino intorno ai 1000 m. Insomma, in prospettiva si proporrebbe una possibile amplificazione dell’attività instabile sul finire della prima decade e magari anche con un più generale e sensibile calo termico con valori, secondo i parametri ultimissimi, fino a 6/7° sotto la media. Naturalmente si tratta di un’evoluzione oltre le 120 ore e, peraltro, la prima a componente un po’ più fredda abbozzata dai modelli, per cui daremo conferma sulla sua possibile realizzazione, nelle nostre quotidiane previsioni meteo sul medio periodo.



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