Quello che sta volgendo al termine è stato un altro sabato ‘di passione’ per le proteste contro il Green pass che si stanno svolgendo in tutta Italia, nonostante i divieti: migliaia di persone si sono riunite per protestare. I cortei, per lo più pacifici, hanno visto anche oggi l’intrusione dei soliti, pochi, violenti, i quali rischiano di delegittimare una protesta che di violento vorrebbe non avere nulla.
C’è stata infatti tensione tra i manifestanti “no Green Pass” e la polizia schierata in piazza Duomo a Milano. Un manifestante si è minacciosamente avvicinato agli uomini in tenuta antisommossa, urlando e spintonando, dando vita ad una breve colluttazione prima di essere fermato. Un altro folto gruppo di manifestanti ‘No Green Pass’ nel pomeriggio si sono recati all’Arco della Pace per assistere all’incontro organizzato dalla ‘Children’s Health Defense’. Al momento si trovano in piazza Duomo, ma sono ben attenzionati dai reparti di polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza. Diversi giovani sono stati trattenuti dalle forze dell’ordine per essere identificati, tra le proteste dei presenti. L’intenzione dei manifestanti era quella di unirsi alle diverse centinaia di contestatori che dalle 17 sta protestando contro il passaporto vaccinale in un presidio in piazza Fontana. Piazza Duomo era stata interdetta alle manifestazioni a partire da questo fine settimana fino a dopo le feste natalizie.
E anche a Trento un migliaio di persone hanno preso parte alla protesta contro l’introduzione del lasciapassare verde. Il corteo ha lambito le strade centrali, nel rispetto delle indicazioni fornite dalla Questura e delle disposizioni del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico per la provincia di Trento. Una volta dichiarata conclusa l’iniziativa di protesta, i manifestanti sono entrati compatti da piazza Fiera, arrivando fino in piazza del Duomo.
Da Nord a Sud, gli scenari sono stati simili. I gruppi della sinistra radicale, convocati a Napoli dal “Movimento 7 Novembre” per una manifestazione “per il lavoro” e contro l’inchiesta per associazione a delinquere nei confronti di alcuni aderenti al Movimento, sfilano in corteo con un migliaio di persone, 5mila secondo gli organizzatori. Ed è finito così in parità il braccio di ferro con le forze dell’ordine che avevano inizialmente vietato il corteo, in base alle nuove norme del Viminale. Il corteo si è tenuto da piazza Garibaldi alla Prefettura, meta tradizionale di tutte le manifestazioni, ma senza violare la “zona rossa” istituita dalla Questura che ha blindato la zona di Santa Lucia, per impedire ai manifestanti di raggiungere la sede della Giunta regionale . Qualche momento di tensione si è avuto al passaggio davanti all’edificio della Questura, in via Medina, dove sono stati accessi fumogeni rossi e fuochi di artificio, ma non c’è stato nessun contatto tra polizia e manifestanti. All’appello del “7 Novembre”, espressione del Centro sociale Iskra, hanno risposto il “Si Cobas” con delegazioni anche da Modena, Piacenza e Milano, il gruppo più folto del corteo, un comitato di “lotta per la casa” di Roma, i disoccupati del “Movimento di lotta per il lavoro ” e dei “Banchi Nuovi” e gli anarchici. In piazza anche la leader dei “No Tav”, Nicoletta Dosio. “Non siamo caduti nel tranello – ha detto uno degli organizzatori, a conclusione del corteo, riferendosi a chi avrebbe voluto una linea più folta di no Green pass e vaccini, che secondo gli organizzatori sono rimasti solo sullo sfondo. In realtà, però, così non è stato perché anche i disoccupati del ‘Movimento di lotta per il lavoro’ hanno distribuito volantini nel quale il Green pass viene definito uno strumento di controllo sociale e a tratti, durante il corteo, tra slogan anni ’70, come “pagherete caro, pagherete tutto” è echeggiato il coro caro ai no pass e no vax “la gente come noi non molla mai“.
E neanche il maltempo ha fermato il corteo di oggi dei no Green pass a Genova, tornati in piazza con una nuova manifestazione per il 17esimo sabato consecutivo. Circa 700 i partecipanti, cresciuti fino a quasi un migliaio stando ai numeri della questura. Il corteo previsto alle 18 è stato anticipato per evitare la pioggia, partito in un momento di tregua dal maltempo. Dopo le indicazioni del Viminale il corteo di oggi è stato autorizzato con passaggio fuori dai centri affollati cittadini, su strade più defilate: il percorso, nel corso del quale non si sono registrati disordini, si è snodato dal centro città sconfinando per la prima volta in bassa Valbisagno fino al ponte di Castelfidardo, con ritorno lungo via Canevari, Brignole e arrivo in piazza Della Vittoria dov’è in corso un presidio. Ancora una volta al centro della mobilitazione contestazioni all’ indirizzo del governo e delle autorità sanitarie per la gestione della pandemia e le normative di controllo anti-covid.
Sono infine circa 3 mila le persone che si sono dati appuntamento per protestare contro il Green pass in piazza Castello, l’unico luogo del centro di Torino non interdetto alle manifestazioni dopo la stretta decisa dal Viminale perchè considerato “luogo cittadino connotato da una maggiore valenza simbolica per la comunità“. I manifestanti, si stanno ora muovendo verso i Giardini Reali, per uscire dal centro, rispettando dunque l’interdizione della Ztl centrale. “Nessuno può fermare il popolo unito“, sostiene Marco Liccione del gruppo La Variante Torinese. “Gli insensati tentativi di Palazzo Chigi, di opprimere il legittimo dissenso, sono falliti. I sit– in proseguiranno a oltranza fino a quando il Governo non eliminerà l’ obbligatorietà, in Italia, del Green pass e Mario Draghi non si dimetterà insieme a tutto il suo esecutivo“, conclude Liccione. Il corteo percorrerà corso Regina Margherita fino a via Napione, corso San Maurizio, ritornerà sui Giardini Reali per conclude di nuovo in Piazza Castello.
















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