Spazio: l’astronauta ESA Matthias Maurer approda sulla ISS per la missione Cosmic Kiss

"Cosmic Kiss comunica la speciale connessione che la Stazione fornisce tra gli abitanti della Terra e il cosmo"

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Oggi alle 00:32 CET, la navicella con a bordo Matthias Maurer, astronauta dell’ESA, e Raja Chari, Thomas Marshburn e Kayla Barron, i suoi colleghi astronauti della NASA, è attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale, decretando l’inizio ufficiale della prima missione di Matthias “Cosmic Kiss”.

I quattro astronauti del Crew-3 sono stati lanciati nella nuova navicella spaziale Crew Dragon di Space X, denominata Endurance, in cima a un razzo Falcon 9 dal Centro Spaziale Kennedy della NASA in Florida, Stati Uniti d’America, alle 03:03 CET di giovedì 11 novembre. Hanno raggiunto la Stazione circa 22 ore dopo e rimarranno in orbita per sei mesi.

Un momento emozionante per l’Europa

Josef Aschbacher, Direttore Generale dell’ESA, afferma che la missione di Matthias arriva in un momento entusiasmante per l’Europa nello spazio: “L’ESA ha un’agenda ambiziosa: il suo intento è di mantenere e far crescere il ruolo dell’Europa quale agenzia spaziale leader, coinvolgendo tutti i settori dell’economia spaziale, compresa l’esplorazione umana e robotica, le telecomunicazioni, la navigazione, l’osservazione della Terra, la sicurezza e la protezione dello spazio e altro ancora, e richiederà, nei prossimi anni, una solida collaborazione con tutti i nostri Stati Membri, con l’Unione Europea, l’industria spaziale e la comunità scientifica”.

Oltre al lancio di Matthias e al ritorno di Thomas dalla Stazione Spaziale, anche Samantha Cristoforetti si sta preparando alla sua seconda missione prevista per il prossimo anno, quando diventerà la prima donna astronauta dell’ESA a ricoprire il ruolo di Comandante della Stazione Spaziale Internazionale“, aggiunge David Parker, Direttore dell’ESA di Esplorazione Umana e Robotica. “Inoltre, naturalmente, stiamo reclutando una nuova classe di astronauti dell’ESA mentre guardiamo al futuro dell’esplorazione oltre l’orbita terrestre bassa, alla Luna e infine a Marte“.
Sono felice di vedere Matthias arrivare sano e salvo alla Stazione Spaziale e gli auguro tutto il meglio mentre lui e  le squadre che lo supportano si imbarcano per trascorrere nello spazio sei mesi impegnativi destreggiandosi tra scienza, ricerca e operazioni in assenza di peso“.

Una dichiarazione d’amore per lo spazio

Matthias ha scelto “Cosmic Kiss” come nome per la sua missione a bordo della Stazione Spaziale e questa è una vera e propria dichiarazione d’amore per lo spazio.

Mentre è in orbita, sosterrà oltre 35 esperimenti europei e numerosi esperimenti internazionali. Le conoscenze acquisite dalla sua missione contribuiranno allo sviluppo a vantaggio della vita sulla Terra e del futuro dell’esplorazione oltre l’orbita terrestre bassa.

Cosmic Kiss comunica la speciale connessione che la Stazione fornisce tra gli abitanti della Terra e il cosmo“, spiega Matthias. “La cooperazione è importante tanto per esplorare più lontano, fino alla Luna e Marte, quanto per la necessità di rispettare, proteggere e preservare la natura del nostro pianeta natale mentre cerchiamo un futuro sostenibile sulla Terra e oltre“.

Una missione ricca di azione

Oltre alla scienza in orbita, Matthias è anche abilitato alle uscite extraveicolari sia con la tuta spaziale EMU della NASA che con la tuta spaziale russa Orlan.

È previsto che effettui un’uscita extraveicolare russa per supportare l’installazione e le prime operazioni del Braccio Robotico Europeo o ERA (European Robotic Arm) che, il 29 luglio di quest’anno, ha viaggiato verso la Stazione con il Modulo di Laboratorio Polivalente russo (MLM, Multipurpose Laboratory Module).

Con una lunghezza di oltre 11 metri, il braccio di costruzione europea è il primo robot in grado di “camminare” intorno al segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale e l’unico che gli astronauti possono controllare sia dall’interno che dall’esterno della Stazione Spaziale.

Matthias dovrebbe anche essere in orbita per il lancio del telescopio spaziale Webb e per il lancio di Artemis I, una missione senza equipaggio che vedrà lo European Service Module (ESM-1) dell’ESA alimentare la navicella spaziale Orion della NASA nel suo viaggio intorno alla Luna e durante il ritorno sulla Terra.