Fabio Biasi, Garante dei diritti dei Minori della Provincia autonoma di Trento, ha inviato una lettera al consiglio della Provincia di Trento, agli assessori e al presidente Maurizio Fugatti in cui esprime le sue posizioni contro Green Pass, rischi dei vaccini e mascherine a scuola. Già lo scorso anno, Biasi si era opposto all’obbligo delle mascherine a scuola e ora ha deciso di scrivere la lettera dopo aver ricevuto “312 segnalazioni di disagio di genitori, in ordine alla situazione di grave sofferenza e disagio che quotidianamente e in preoccupante crescendo stanno vivendo i bambini, i ragazzi e le loro famiglie”, dice.
Biasi ha criticato l’obbligo di mascherina “in posizione statica” previsto nelle scuole “nonostante il distanziamento”, ma anche l’obbligo di protezione in palestra, “pure negli spazi aperti dei cortili scolastici” e gli “atteggiamenti eccessivamente severi da parte di alcuni docenti”. Regole che “provocano ormai da troppo tempo un malessere diffuso nella quotidiana vita scolastica”. Sul Green Pass, Biasi lo definisce “uno strumento che determina, a parere di molti e anche di questo Garante, una sostanziale, grave ed estesa discriminazione tra cittadini, con l’esclusione da molte attività della civile vita quotidiana di tutti coloro che esercitano una facoltà legittima, consistente nel non sottoporre se stessi o i loro figli minorenni a un farmaco vaccinale sperimentale, non privo di rischi, anche gravi”. “Non pare pregevole l’obiezione secondo cui è consentita l’effettuazione di tamponi per accedere a luoghi determinati, in considerazione della loro onerosità economica e organizzativa, e altresì per il fatto che chi ha deciso di non vaccinarsi viene di fatto equiparato, per presunzione legale ma non legittima, a un soggetto in sé contagioso. Vorrei ricordare che la Carta Costituzionale non è stata sospesa”, prosegue Biasi.
Il Garante, dunque, invita giunta e consiglio provinciale “a interrogarsi sulla natura e sugli effetti della normativa sul piano sociale, sulla qualità delle relazioni interpersonali e sul benessere dell’intera comunità”. “È necessario esplorare quali spazi e strumenti giuridici, offerti dallo Statuto di autonomia, possano contribuire a far cessare questo triste stato di cose”, dice, riferendosi alla speciale autonomia del Trentino.
Le critiche
Le posizioni espresse da Biasi hanno scatenato contro di lui una marea di critiche. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti ha detto: “siamo consapevoli che i provvedimenti adottati per contenere la diffusione del Covid possono creare disagi. Il nostro principale obiettivo per la scuola è la salvaguardia della qualità della didattica. Per questo abbiamo sempre lavorato per mantenere la scuola in presenza. Confermiamo la disponibilità a confrontarci su qualsiasi scelta, proposta o strumento che possa migliorare la vita degli alunni della scuola trentina e delle loro famiglie” ma “la pandemia non è finita”. Sulle affermazioni di Biasi riguardo il Green Pass, Fugatti dice che “si tratta di parole in libertà”.
Anche l’opposizione, dalle cui fila venne l’indicazione di Biasi come Garante, si schiera contro le sue affermazioni. In una nota, i consiglieri provinciali del Pd scrivono di aver appreso con “stupore e sconcerto le affermazioni, che giudicano sbagliate e inopportune da parte del Garante dei minori. È inaccettabile e difficilmente compatibile con la delicata funzione istituzionale ricoperta la contestazione di una legge dello Stato che ha reso possibile il contenimento della diffusione della pandemia da Covid-19. Riconosciamo al Garante l’impegno costante a tutelare il superiore interesse dei minori ma non possiamo condividere le sue valutazioni”.
Queste critiche, tuttavia, non fanno indietreggiare Biasi dalle posizioni prese; il consiglio, però, potrebbe sfiduciarlo per “gravi motivi connessi all’esercizio delle sue funzioni”. “Vedrò cosa succede e prenderò le mie decisioni”, afferma Biasi, che aggiunge: “il Garante è un difensore dei diritti, non delle posizioni politiche; nel momento in cui centinaia di persone mi segnalano delle problematiche non posso metterle nel cassetto. Ovvio, poi le dico nel modo che ritengo più opportuno per stimolare un dibattito. Su questi temi, la politica oggi è un po’ assente, tutta adagiata su un pensiero unico. Ribadisco che il Green Pass è uno strumento illegittimo: e siccome qualcuno ha parlato di intervento improprio, sottolineo che non posso limitarmi ai minori ma devo tutelare anche le loro famiglie, le tensioni che queste vivono si riflettono sui figli. Se sono stato eccessivo, mi sfiduceranno: conoscevo le conseguenze di questa cosa, ma non potevo tacere”, conclude Biasi.


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