Il quadro epidemiologico attuale, che vede da settimane un aumento dei contagi, “rientra tra gli scenari ipotizzati“, ma la campagna vaccinale, “che ha raggiunto ad oggi l’86,41% della popolazione vaccinabile (soggetti over-12) con almeno una dose e l’83,18% con ciclo completo, si sta rivelando determinante nel limitare le forme severe di malattia, con ricadute positive, oltreché sulla salute, anche sul sistema ospedaliero“: lo ha sottolineato il commissario straordinario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, in una circolare inviata alle Regioni dal titolo “Indicazioni sulla prosecuzione della campagna vaccinale“. “Il confronto delle curve di nuovi casi/ricoveri ospedalieri (ordinari e in terapia intensiva) nel bimestre settembre-ottobre del 2020 vs 2021 mostra come la situazione attuale sia nettamente migliore, nonostante la ripresa di tutte le attività in presenza. Ciò grazie anche al mantenimento delle misure cautelari non farmacologiche e ai corretti comportamenti dei cittadini“.
In questa fase, ha proseguito Figliuolo, c’è “ampia disponibilità di vaccini“, unita all'”elevata capacità di somministrazione“. Tenendo conto di “quanto sta avvenendo in altri Paesi europei con la c.d. “pandemia dei non vaccinati”, che indica con forza la necessità di incrementare il ritmo di somministrazione delle terze dosi, nonché di proseguire con il completamento dei cicli vaccinali primari“, il commissario ha invitato le Regioni a “rinforzare l’opera di informazione e sensibilizzazione sulla vaccinazione anti SARSCoV-2/COVID-19, anche in relazione alla possibilità di programmarne la somministrazione in concomitanza con la vaccinazione antinfluenzale; garantire la possibilità aggiuntiva di accedere alla vaccinazione direttamente presso gli hub vaccinali senza prenotazione, accanto alle procedure consuete; ricorrere in modo sistematico alla “chiamata attiva”, procedendo alla prenotazione dei soggetti interessati alla dose “booster” anche attraverso la rete della medicina del territorio, con il più ampio coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti“. Le stesse Regioni agiranno analogamente in caso di futuro ampliamento dei gruppi target destinatari del ciclo vaccinale primario (popolazione pediatrica nella fascia 5-11 anni) o della dose “booster” (ad esempio classi di età inferiori a 60 anni).
“Le evidenze scientifiche sull’andamento dei contagi in funzione del tempo intercorso dalla vaccinazione/guarigione – ha proseguito Figliuolo – il probabile futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni e, soprattutto, l’incremento dei casi positivi in concomitanza dell’inizio della stagione delle grandi malattie respiratorie, suggeriscono l’opportunità di calendarizzare la somministrazione delle terze dosi rispettando senza indugio le tempistiche indicate dalle Autorità sanitarie, ovvero a partire dal 181° giorno dal completamento del ciclo vaccinale primario“. Una pianificazione in tal senso della somministrazione delle dosi “booster”, ha evidenziato il commissario, “risponderebbe anche alle necessità di: assicurare uno sviluppo della campagna vaccinale omogeneo su tutto il territorio nazionale; programmare con precisione gli approvvigionamenti dei farmaci, dei presidi e dei materiali sanitari necessari all’effettuazione delle vaccinazioni; consentire l’eventuale somministrazione concomitante del vaccino anti-influenzale nei confronti delle categorie di soggetti per le quali tale vaccinazione stagionale è raccomandata; gestire la macchina organizzativa ancora in campo, tenendo conto della razionalizzazione degli hub tuttora in corso“.
E’ “probabile” il “futuro allargamento dell’offerta vaccinale alla platea 5-11 anni“, ha spiegato il commissario straordinario all’emergenza.
“La situazione epidemiologica nazionale nel mese di ottobre – ha scritto Figliuolo – mostra un rialzo della curva epidemica, con un progressivo incremento dell’incidenza settimanale di nuovi casi (41 casi per 100.000 nell’ultimo aggiornamento dell’ISS del 27 ottobre, rispetto a 29 casi per 100.000 della settimana precedente e a 39 per 100.000 nell’ultima settimana di settembre 2021) e del Rt medio calcolato sui casi sintomatici pari a 0,96 (ancora al di sotto della soglia epidemica), rispetto a 0,86 della scorsa settimana e 0,83 dell’ultima settimana di settembre“. Tuttavia, ha rilevato il commissario, “alla crescita dei contagi non corrisponde, per ora, un incremento proporzionale di ospedalizzazioni: secondo le rilevazione aggiornate al 3 novembre, 3.029 persone sono ricoverate con sintomi in degenza ordinaria e 381 in terapia intensiva, a fronte rispettivamente di 3.198 e 440 soggetti ricoverati al 30 settembre scorso“.


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