La cometa di Rosetta saluta la Terra, l’esperto a MeteoWeb: “venerdì 12 Novembre il massimo avvicinamento” [FOTO e VIDEO]

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha un fascino irresistibile: è tra le più note e studiate, e tra pochi giorni "saluterà" la Terra. Intervista al ricercatore INAF Sandro Bardelli

  • Credit Eddie Irizarry / Stellarium
    Credit Eddie Irizarry / Stellarium
  • Quasi come una creatura mitologica, la cometa 67P si staglia nell’ombra spaziale a meno di 30 km dalla sonda Rosetta, che ha ripreso questa immagine il 19 settembre 2014. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM
    Quasi come una creatura mitologica, la cometa 67P si staglia nell’ombra spaziale a meno di 30 km dalla sonda Rosetta, che ha ripreso questa immagine il 19 settembre 2014. Crediti: ESA/Rosetta/NAVCAM
  • Copyright: ESA/Rosetta/NavCam
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MeteoWeb

E’ tra le comete più note e studiate, e si sta avvicinando alla Terra, diventando ogni giorno più luminosa: è partito il conto alla rovescia per il massimo avvicinamento della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, raggiunta dalla sonda Rosetta dell’Agenzia Spaziale Europea nell’agosto del 2014, inviando anche il lander Philae sulla sua superficie.
Dopo il perielio a inizio mese, il perigeo è previsto il 12 Novembre 2021, ma il nostro pianeta non corre alcun pericolo: nel punto più vicino, la cometa passerà a più di 62 milioni di km dalla Terra, tra le orbite del nostro pianeta e di Marte. Sarà l’avvicinamento maggiore di 67P dei prossimi 193 anni, fino al 16 Novembre 2214.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenkotorna di nuovo sopra la nostra testa: venerdì 12 Novembre avrà luogo il massimo avvicinamento alla Terra, a 62.557.000 km circa di distanza,” ha spiegato ai microfoni di MeteoWeb Sandro Bardelli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Il perielio, cioè il massimo avvicinamento al Sole, “è avvenuto lo scorso 2 Novembre“.
La cometa 67P, ha proseguito l’astronomo, “è la più studiata al mondo, grazie alla missione Rosetta e al lander Philae che è atterrato sulla sua superficie“. Lo studio di questo oggetto, ha rivelato “sorprese: è una cometa strana, non ha una forma ‘a patata’, ma è composta da due lobi“. In precedenza “si riteneva che tutte le comete fossero palle di ghiaccio sporche, mentre in realtà 67P è molto rocciosa, con colline alte 600 metri circa, con ghiaioni che ricordano le Dolomiti come conformazione“. Il suo colore è “nero, come carbonella e bitume“, mentre, riguardo il suo odore, “una casa di profumi ha tentato di riprodurlo, facendo riferimento al tipo di molecola sprigionata, ed è emerso che 67P ha un odore di uova marce e stallatico“.

Una cometa, ha spiegato il ricercatore, “è un corpo celeste con tantissimo ghiaccio, che è molto diffuso oltre Giove, al contrario della zona del sistema dove si trova la Terra, che è relativamente secca. Il nostro pianeta è un po’ un’oasi nel deserto: alcune teorie sostengono che siano stati asteroidi e comete ad avere portato l’acqua dal cielo, letteralmente“. In quest’ottica, le comete possono essere viste non più come “portatrici di sfortuna, ma come portatrici di vita“.
Le comete “contenendo ghiaccio, quando si avvicinano al Sole questo sublima, diventando vapore, creando geyser che poi generano la coda e proiettano nel cosmo anche pezzi di roccia: quando questi cadono sulla Terra, generano poi le stelle cadenti,” ha concluso Bardelli.

Come vedere la cometa 67P

Sebbene la cometa stia gradualmente acquistando luminosità, sfortunatamente non diventerà abbastanza luminosa da poter essere vista a occhio nudo durante la sua traversata del 2021. Al suo massimo splendore sarà alla portata delle osservazioni visive con telescopi: basterà puntarli in direzione della Costellazione dei Gemelli.

67p
Credit Eddie Irizarry / Stellarium

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

67P/Churyumov-Gerasimenko è una cometa ordinaria, con un’orbita stretta attorno al Sole. Gli astronomi sovietici Klim Ivanovych Churyumov e Svetlana Ivanovna Gerasimenko l’hanno scoperta il 22 ottobre 1969. Impiega solo 6,43 anni per completare un’orbita intorno al Sole, cosa che la rende un bersaglio attraente per i veicoli spaziali. Il suo nucleo è largo circa 4,2 km.
Gli astronomi ritengono che le comete a doppio lobo come 67P si siano formate durante le lente collisioni di detriti ghiacciati, nelle prime fasi della formazione del nostro Sistema Solare, circa 4,5 miliardi di anni fa.

La Cometa 67P/Churyumov Gerasimenko a 360 gradi [VIDEO]

La visita di Rosetta

La missione Rosetta dell’ESA (prende il nome dalla Stele di Rosetta, uno strumento inestimabile per decifrare le antiche scritture egizie) è stata una missione rivoluzionaria. È stata la prima a includere un orbiter che ha accompagnato la cometa mentre sfrecciava nello Spazio per un anno prima del suo perielio di agosto 2015. La sonda è rimasta con la cometa anche per un secondo anno, dopo il perielio, quando ha ricominciato a dirigersi verso l’esterno, lontano dal Sole. Il lander della missione Rosetta è stato chiamato Philae in riferimento ad un antico obelisco egizio: quando è atterrato sulla superficie di 67P il 12 novembre 2014, è diventato il primo lander ad atterrare su una cometa. Philae è atterrato tutto intero, ma è rimbalzato nella bassa gravità della cometa, ed è stato trovato un mese dopo.

La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ha un fascino irresistibile: chi la osserverà, lo farà sapendo che questo pezzo di roccia e ghiaccio è stato visitato da un veicolo spaziale, inviato dall’umanità.