Vulcano: gli abitanti chiedono ulteriori verifiche nella “zona rossa”

Tra gli abitanti di Vulcano è esplosa la protesta: i residenti vogliono controlli minuziosi nella zona rossa

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Seconda notte fuori casa per 220 cittadini di Vulcano: è entrata in vigore lunedì, ed è valida per 30 giorni, l’ordinanza che dispone l’evacuazione per le ore notturne di un gruppo di isolani, che, a causa delle esalazioni tossiche di gas, entro le 23, e fino alle prime ore del mattino seguente, non possono rimanere nelle loro abitazioni. Si tratta degli abitanti della zona del porto e dei dintorni.

Nel frattempo, tra gli isolani è esplosa la protesta: i residenti vogliono controlli minuziosi nella zona rossa.
A evidenziare la situazione di incertezza è l’ex sindaco Mariano Bruno: “Le verifiche particolareggiate andavano fatte ancor prima di emanare l’ordinanza che ha sancito agli abitanti della zona a rischio di trasferirsi in altre località di Vulcano. Questo lavoro certosino non è stato fatto se non in parte. Noi abbiamo fatto una decina di controlli nelle case della zona rossa e i valori ci sono sembrati nella norma. Per questo chiediamo una ulteriore verifica particolareggiata. L’isola vive di turismo e sta vivendo un momento delicatissimo. Non possiamo continuare ad andare avanti nell’incertezza“.

L’INGV, in un nuovo bollettino, ha riferito che “il flusso di CO2 nel cono della Fossa e nell’area del Porto continuano a mostrare valori elevati e in crescita nel sito Camping Sicilia“, e l’assessore al decentramento Massimo D’Auria ha annunciato che “domani arriveranno i tecnici dell’Arpa per i rilievi dettagliati nella zona rossa“.