Covid, Le Foche: “la variante Omicron? Nel corpo di una tigre in realtà c’è un gatto”

L'immunologo Le Foche: "il vaccino, con i nostri comportamenti, può farci venire fuori dalla pandemia"

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Il prof. Francesco Le Foche, immunologo clinico, è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei del mattino (in onda anche su Rai 2 dall’1.15 alle 2.40 circa).

Le Foche ha fatto il punto della situazione: “Dobbiamo fare in modo che arrivi subito la terza dose. Abbiamo visto che c’è stata una riduzione a cinque mesi, dobbiamo accelerare sulle terze dosi e convincere le persone che devono ancora fare la prima. Ci sono persone timorose, che hanno avuto dei dubbi, che devono necessariamente parlare con i medici di fiducia per avere una chiara esposizione su cosa sia il vaccino. Il vaccino è un baluardo di salute pubblica, devono andare con gioia a farselo, devono farsi il regalo di Natale. Il vaccino, con i nostri comportamenti, può farci venire fuori dalla pandemia. Dobbiamo cercare di vaccinare anche i popoli più poveri, i Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo fare in modo che tutti possano avere il massimo risultato dalla vaccinazione. Le donazioni non bastano, non possono essere esaustive. Bisogna mettere sul posto la possibilità di autoprodurre i vaccini. Questa è una condizione necessaria per limitare le varianti“.

In merito alla variante Omicron, Le Foche ha spiegato: “I medici sudafricani hanno visto una malattia non molto aggressiva, hanno sequenziato questa variante che dà una malattia non molto aggressiva, che si manifesta con forme di stanchezza e mal di testa. Omicron interesserebbe, sembra, meno le vie aeree. Ma servono un paio di settimane per poter valutare meglio l’evoluzione di questo virus. Omicron sulla proteina Spike ha avuto 32 mutazioni che hanno trasformato questa proteina ma non sembrerebbe aver dato quell’incipit a superare la forza dell’immunità data dai vaccini. Per questo bisogna spingere sulla terza dose, in modo omogeneo e propositivo. Omicron sembra essere, citando Fellini, una tigre travestita da gatto. O viceversa. Sembra che nel corpo di una tigre in realtà ci sia un gatto, da quello che sta venendo fuori dai primi dati. Ma bisogna vedere che succederà nelle prossime due settimane“.

Le Foche ha proseguito: “La certezza è questa: i vaccini funzionano, sono sicurissimi, sono un baluardo di salute pubblica. Ci proteggono dalla malattia grave e medio grave in modo altissimi. Bisogna fare la terza dose dopo cinque mesi per fare in modo che si prevenga la riduzione dell’immunità. Rispetto all’anno scorso in Italia le cose sono cambiate enormemente e questo grazie ai vaccini. Credo che questo virus piano piano si dovrà declassare ad una forma simil influenzale. Dovremo parlare di Sar-CoV2 come di una forme simil influenzale. Però la terza dose prolunga l’immunità, la riporta subito a livelli molto alti, ed è fondamentale“.