Covid, Zangrillo: “fare terrorismo è fashion, stiamo creando una generazione di fobici”

Il professor Alberto Zangrillo: "è più fashion dire che moriremo tutti, invece io mi limito a raccontare quello che vedo ogni giorno"

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La narrazione mediatica del Covid “crea il panico e danneggia la salute mentale delle persone. Così si crea una generazione di fobici“: lo ha affermato il professor Alberto Zangrillo, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale e Cardio-Toraco-Vascolare, Referente Direzionale Aree Cliniche dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, riferendosi alla sovraesposizione degli esperti. In un intervista al Quotidiano Nazionale, il primario ha rassicurato sulla variante Omicron: “Bisogna essere razionali. L’autorità sanitaria sudafricana ha parlato di “variante particolarmente contagiosa”; ebbene, anche il raffreddore lo è,” ha spiegato Zangrillo. “Non voglio minimizzare, ma occorre misurare le parole: stiamo uccidendo la socialità, la gente è frastornata“.

Zangrillo ha mantenuto la sua posizione dall’inizio della pandemia, e ha raccontato di avere pagato “in termini di segnalazioni all’Ordine dei medici, insulti e minacce di morte quotidiane che puntualmente la mia segretaria cancella. Fa parte del gioco. È più fashion dire che moriremo tutti. Ma non sono un autolesionista che vuole fare il diverso, mi limito a raccontare quello che vedo ogni giorno. Durante la terza ondata, ad esempio, abbiamo ricoverato pazienti positivi al Covid provenienti da altri ospedali nella stessa terapia intensiva che ospitava persone con patologie diverse, e non si è infettato nessuno“. Eppure, ha concluso Zangrillo, “in tv continuiamo a vedere le corsie piene di marziani che parlano con la voce distorta, palombari con caschi e tripla maschera come se dovessero toccare l’amianto. Medici che, solo a vederli, terrorizzano i malati“.