Lo sfogo di una poliziotta sospesa: “sarei disposta a morire per la Patria, ma non così. Dopo una vita al servizio dello Stato, veniamo trattati peggio dei criminali”

"Vengo trattata alla stregua di un mio collega sospeso perché ha fatto una rapina. Anzi, a lui danno almeno la paga base", così la poliziotta sospesa perché non si è vaccinata

Le Forze dell’Ordine, in un’ottica di vaccinazione obbligatoria per categorie, sono quelle che sono state più esposte fin dall’inizio. Il vaccino, per chi indossa una divisa, era quasi un obbligo già prima di essere effettivamente tale, ma ora tutto è stato messo nero su bianco: chi è imputato a proteggerci è ora da solo, contro tutti, e non ha armi. Concretamente. Il mancato adempimento dell’obbligo vaccinale che scatta domani da parte delle forze di polizia, infatti, determina la sospensione dal servizio del dipendente, cui non è dovuto alcun compenso ed a cui verranno temporaneamente ritirati tessera di riconoscimento, placca, arma in dotazione individuale e manette. Lo specifica una circolare firmata dal capo della Polizia, Lamberto Giannini. L’obbligo comprende il ciclo vaccinale primario e la successiva somministrazione del richiamo. Sarano i “dirigenti apicali delle varie articolazioni centrali e periferiche” a delegare le verifiche a dipendenti con qualifiche dirigenziali.

E questa mattina una poliziotta che subirà l’amara sorte della sospensione, solo per aver deciso di sottoporsi a tampone ogni due giorni e di non vaccinarsi, si è rivolta alla nostra redazione. L’agente si è dimessa anche dal sindacato del quale faceva parte, che non l’ha difesa.

Ho svolto il mio lavoro per trent’anni con dignità ed onore. Ho combattuto per molti e cercato di aiutare il più possibile le persone che a me si sono rivolte. Io amo il mio lavoro e amo la Costituzione su cui ho giurato. Sarei disposta a morire per la mia Patria. Ma non così. Vengo trattata alla stregua di un mio collega sospeso perché ha fatto una rapina. Anzi, a lui danno almeno la paga base“, ci scrive la donna che preferisce restare nell’anonimato per evitare ritorsioni. Non è una no-vax ed è convinta che l’emergenza sanitaria vada fronteggiata, ma ha deciso di non vaccinarsi, di fatto senza togliere nulla a nessuno. Perché, diciamoci la verità, chi non si vaccina al più fa un danno a sé stesso, non di certo agli altri. Se ci hanno fatto credere il contrario è stato solo perché l’Italia aspirava ad un impossibile 100% di vaccinati, che oltre ad essere utopico in ogni tempo e in ogni dove, sarebbe anche inutile. E non lo dice la politica ma la scienza.

E’ stata la politica, invece, a togliere il lavoro a dei servitori dello Stato che, di fatto, non hanno commesso alcun reato. Ed è stata sempre la politica a farci credere che tutto questo sia normale. Ed è stata sempre la politica a dirci che se un non vaccinato, risultato negativo al tampone, entra in un locale pubblico mette tutti in pericolo, mentre un vaccinato, che non fa un tampone da mesi, non crea alcun pericolo.

La politica.
E la scienza.

Questo è il punto: ci hanno portato a non riuscire più a distinguere tra l’una e l’altra, ma dobbiamo sforzarci di farlo, perché altrimenti proseguiremo ancora per anni in questa guerra tra poveri senza senso. E chissà quante altre famiglie, quanti altri figli, si vedranno togliere il pane di bocca, solo perché il padre o la madre poliziotto ha deciso di non sottoporsi ad un trattamento sanitario non obbligatorio.