Nelle tabelle sotto sono riportati, da dati ISTAT, i morti complessivi per tutte le cause e mese per mese, da maggio a dicembre 2020, tabella 1, e da maggio a novembre del 2021, tabella 2. Sono riportati dati da maggio a fine anno, per entrambi gli anni, per due ragioni: 1- perché i primi mesi del 2020 sono sostanzialmente fuori pandemia; 2, perché i primi 4 mesi del 2021 hanno avuto una copertura vaccinale non particolarmente importante. La copertura vaccinale, infatti, con doppia dose, è arrivata al 30/50% intorno a maggio/giugno 2021, poi al 60% al 1 agosto.
Dunque, nell’analisi sono stati computati, per un paragone sui due anni, quei mesi in cui la copertura vaccinale è stata del 50/60% e l’efficacia dei vaccini 2021 è stata massima. Ebbene, da maggio 2021 a ottobre 2021 i morti totali, intendiamo morti per tutte le cause, in Italia sono stati 319.819; da maggio 2020 a ottobre 2020, i morti per tutte le cause in Italia sono stati 315.382. Dunque, nell’anno dei vaccini e nei mesi in cui l’efficacia vaccinale doveva essere massima con il 50/60% della popolazione con doppia dose, i morti sono stati di più rispetto allo stesso periodo del 2020 senza alcun vaccino, ed esattamente nella misura di 4.437 in più.
Naturalmente i morti in più ci sono stati anche calcolando esclusivamente quelli attribuiti alla malattia Covid-19, e non soltanto in riferimento ai morti generali per tutte le cause.
Dal riscontro delle due tabelle sopra, tabelle dell’Istituto Superiore di Sanità, infatti, è possibile evincere, facendo la differenza dei morti totali nella fascia rossa, quanti morti vi sono stati tra maggio e ottobre 2020, ossia 9.908;
Dal riscontro delle due tabelle sopra, inoltre, è possibile evincere, facendo la differenza dei morti totali sempre nella fascia rossa, quanti morti vi sono stati tra maggio e ottobre 2021, ossia 10.923.
E’ evidente che i morti attribuiti alla malattia Covid-19 nel semestre maggio-ottobre 2021, siano stati superiori a quelli dello stesso semestre 2020, nella misura di 1.015 in più. Dunque, nell’anno dei vaccini e nei mesi in cui l’efficacia vaccinale doveva essere massima, con il 50/60% della popolazione con doppia dose, i morti diretti Covid sono stati di più rispetto allo stesso periodo del 2020 senza alcun vaccino, ed esattamente nella misura di 1.015 in più.
Un importante riscontro va fatto in riferimento agli ultimi 2/3 mesi di questo anno 2021. Soprattutto in novembre e nel mese di dicembre ancora in corso (questo, ovviamente, non riportato nella tabella 2021 perché ancora non si è concluso) si è riscontrato e si sta riscontrando un notevole calo dei morti complessivi rispetto all’anno scorso. Verrebbe subito da attribuire questo dato alla campagna vaccinale. Ma ci sono due osservazioni da fare: 1, che la copertura vaccinale efficace per questa fase sarebbe solo del 10/18%( considerato che a oggi, 28 dicembre 2021, il 78,19 % della popolazione è coperta dalla doppia dose) poiché il 60% già aveva concluso la doppia dose a fine luglio e il 70% circa a fine settembre. Quindi, i termini di maggiore efficacia dei vaccini, efficacia riconosciuta come importante nei primi tre mesi, sono arrivati per il 60% dei vaccinati con doppia dose fino a ottobre, dopo ottobre la capacità di protezione per il 60% dei vaccinati con doppia dose è progressivamente scesa, come da innumerevoli riscontri scientifici; 2, che la variante che sta operando in questi mesi autunnali-invernali è una nuova, la cosiddetta Omicron, giunta tra fine ottobre e novembre ed è oramai prevalente in questo dicembre. Dunque, nei confronti di Omicron la doppia dose precedente sul 60% di italiani è di dubbia efficacia, mentre la terza dose che, invece, dovrebbe essere più efficace nei suoi confronti, è al 25%. Non vi è logica nel ritenere che la doppia dose conclusa dal 60% degli italiani entro fine luglio che non è stata in grado di far diminuire il numero dei morti totali rispetto allo stesso periodo del 2020 nei primi tre mesi dalla sua somministrazione, quindi nella fascia di massima efficacia, sia stata, invece, in grado di far diminuire i morti totali a una distanza di 4/5 mesi e, per giunta, nei confronti di una nuova variante; non vi è ugualmente logica nel ritenere che solo il 25% di somministrazione di terza dose sia stato in grado di ridurre i morti, dovuti alla malattia Covid-19, in Novembre e nel mese di Dicembre in corso. E l’inefficacia della doppia dose è stata riscontrata anche scientificamente, come riporta il quotidiano Repubblica:
In realtà vi è un’altra logica. Omicron è puntualmente arrivata anche in Italia e si è diffusa in maniera abnorme con oltre 70.000 casi giornalieri negli ultimi giorni, cifre di infezioni mai raggiunte in tutto il biennio pandemico nonostante una copertura vaccinale con doppia dose di quasi l’80% e certamente destinate a crescere nei prossimi giorni. Questo dato, oltre a evidenziare ancora una volta la oramai palese, poca capacità dei vaccini di contenere la diffusione del virus, ribadiamo mai raggiunti 70.000 casi al giorno in tutta la fase pandemica, svela una sola realtà: il virus sta diventando endemico, ossia si diffonde in maniera abnorme, ma non fa più tanto male, o perlomeno non più come l’anno scorso. Al di là dell’enorme diffusione, i numeri stanno rientrando nella media e questo solo perché i positivi all’infezione sono arrivati oramai a milioni nel nostro paese e sono gli anticorpi naturali, oramai presenti in milioni di italiani, che stanno debellando il virus. In riferimento ai vaccini, il riscontro statistico ( questa è una analisi statistica su numeri, nessuna altra pretesa di ingerenza su competenze mediche) ci dice che essi (benché qualche beneficio senz’altro lo abbiano arrecato, ed era stato considerato anche a-priori, specie per ultra70/80ntenni ) somministrati con doppia dose al 50/60% della popolazione entro il 31 luglio, si sono dimostrati di scarsa efficacia nei primi 3 mesi, luglio, agosto e settembre, essendo i morti, sia generali, sia specifici attribuiti alla Covid-19, aumentati rispetto allo scorso anno e non diminuiti. Infine, va rilevato un ultimo dato di importanza enorme. L’associazione cardiologi italiana rileva che i morti di infarto sono triplicati nel 2020 e non perchè determinati dalla Malattia Covid-9, in gran parte, infatti, si è trattato di infarti su persone non contagiate. Ecco quanto riportato dal sole 24 ore:
Dunque, in Italia è triplicata la mortalità per infarto. Si pensi che in Italia circa 120.000 persone all’anno vengono colpite da infarto e che il 21% circa dei malcapitati muore, ossia circa 25.000 persone ogni anno. Da una indagine del giornale, i morti di infarto in questi due anni pandemici sarebbero triplicati e nel sottotitolo sono espresse chiaramente le ragioni, quindi non ragioni legate alla covid-19, infatti si tratta di infarti senza la presenza della malattia, ma semplicemente per la rinuncia dei malcapitati di recarsi in ospedale, per il loro indugio dettato dalla paura del contagio e anche per i disservizi ospedalieri. Non è difficile fare il conto di quanti morti in più ci sarebbero alla fine di questa pandemia per motivi indirettamente legati alla pandemia stessa. Fatto questo conto, non è difficile capire il perché nel 2020 ci sono stati 100.000 morti in più rispetto alla media e non è difficile nemmeno capire di questi 100.000 quanti invece siano direttamente ed effettivamente legati alla malattia Covid-19. Non è, infine, difficile capire che il panico criminalmente disseminato, il caos ospedaliero, i disservizi, i timori, conseguenti al panico, siano stati i veri killer di questa triste stagione. Naturalmente come in Italia, così nel resto del mondo.











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