Niente tempesta geomagnetica a Natale, la CME potrebbe avere mancato la Terra

La nube di particelle ha mancato la Terra o forse si sta muovendo molto più lentamente del previsto

MeteoWeb

Gli skywatcher del cielo artico che speravano in una tempesta geomagnetica a Natale sono rimasti delusi: nonostante le previsioni della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) un’espulsione di massa coronale alla fine non ha colpito il campo magnetico terrestre.
La nube di particelle ha mancato la Terra o forse si sta muovendo molto più lentamente di quanto previsto dai modelli di previsione NOAA. In ogni caso, è improbabile che si verifichi una tempesta classe G1 entro questo fine settimana.

Cos’è un’espulsione di massa coronale

Un’espulsione di massa coronale (CME, acronimo dell’inglese coronal mass ejection) è un’espulsione di materiale dalla corona solare. Il materiale espulso, sotto forma di plasma, è costituito principalmente da elettroni e protoni: quando questa nube raggiunge la Terra può disturbare la sua magnetosfera.

Cos’è una tempesta geomagnetica

Quando sul Sole si verificano fenomeni di attività improvvisa e violenta, come i brillamenti, vengono emesse grandi quantità di particelle ad alta energia che viaggiano velocemente nello Spazio, a volte scagliate in direzione della Terra: questa corrente di particelle viene frenata e deviata dal campo magnetico terrestre, che a sua volta ne viene disturbato e distorto.
Quando avviene questo “impatto” la magnetosfera terrestre (la regione attorno alla Terra pervasa dall’azione del suo campo magnetico) subisce un forte contraccolpo che può causare blackout temporanei nelle reti elettriche o nei sistemi satellitari di comunicazioni. Alle tempeste geomagnetiche è anche associato il ben noto fenomeno delle aurore polari.

Il massimo solare del Ciclo Solare 25

Il Sole si sta avvicinando a un periodo noto come massimo solare, la parte più attiva del suo ciclo di 11 anni. Durante il massimo, il campo magnetico del Sole, che genera le espulsioni di massa coronale e altre condizioni meteorologiche solari, è al suo massimo, provocando tempeste sempre più forti.
Si prevede che l’attività solare aumenterà gradualmente fino a luglio 2025, a quel punto rallenterà e si avvicinerà a un nuovo minimo solare, secondo la NASA.