Appare abbastanza assodata la persistenza dell’alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale e sull’Italia almeno per 5/6 giorni a partire da mercoledì 29. Quindi fine anno e inizio anno nuovo all’insegna del bel tempo stabile, magari non sempre chiaro e soleggiato, tuttavia all’insegna di un tempo sostanzialmente anticiclonico e anche abbastanza mite per il periodo, con temperature abbondantemente sopra la norma. Primi disturbi all’alta pressione potrebbero sopraggiungere intorno al 3/4 gennaio, quando nuclei instabili nord-atlantici potrebbero infrangere il muro anticiclonico e tuffarsi nel Mediterraneo, apportando nubi e piogge già diffuse sul territorio italiano un po’ da Nord a Sud. Non si tratterebbe, però, di nuclei freddi, magari solo moderatamente freddi per via di una loro provenienza marittima e per di più in un campo termico piuttosto alto nei giorni precedenti. Ci sono, però, molte manovre indizianti una possibile svolta più invernale a scala europea nei giorni successivi alla Befana, quindi sul finire della prima decade di gennaio e verso metà mese.
Tutti i modelli matematici Long Range confermano questa tendenza a sfaldamento più significativo dell’alta pressione con progressivo inserimento di correnti via via più fredde sub-polari o artiche verso anche le aree centro-meridionali europee. Tuttavia, non c’è una piena univocità di vedute, almeno tra i due principali modelli, quello europeo ECMWF e quello americano GFS, sulla traiettoria principale delle masse fredde. Certamente, negli aggiornamenti nel corso dei prossimi giorni, la visione si uniformerà prima o poi e naturalmente una delle due prospettive prevarrà ma, a oggi, ci sono delle differenze evolutive. Più nello specifico, il modello americano GFS sarebbe più propenso a blocco meridiano dell’alta pressione sull’Europa centro-occidentale, quindi con chiusura del canale atlantico e spalla offerta alle incursioni fredde nord-europee. L’asse della saccatura fredda di matrice artica-continentale punterebbe l’Europa centro-orientale, ma anche il Mediterraneo centrale e l’Italia. Quindi, secondo il modello americano, intorno all’8/9/10 gennaio e nei giorni successivi fino a metà mese, sull’Italia potrebbero arrivare correnti fredde con rischio di nevicate fino a quote basse. Di parere un po’ diverso, invece, è il modello europeo ECMWF che, per lo stesso periodo, vedrebbe si uno sfaldamento anch’esso dell’alta pressione e vedrebbe ugualmente masse d’aria fredda di matrice artica continentale direzionarsi verso l’Europa centrale, ma poi l’asse di saccatura virerebbe più a Ovest, verso la Penisola Iberica, anziché puntare direttamente il Mediterraneo centrale. Dunque, sfondamento più occidentale delle masse fredde, con attivazione comunque di circolazione depressionaria su gran parte del Mediterraneo centro-occidentale e naturalmente maltempo anche sull’Italia, ma la connotazione invernale e fredda riguarderebbe poco il nostro paese, magari soltanto il Nord Italia, per l’eccessivo sbilanciamento a Ovest delle correnti fredde. Alla luce degli ultimissimi aggiornamenti, dunque, appare abbastanza probabile che dal 3/4 gennaio l’alta pressione possa essere nuovamente attaccata da correnti instabili settentrionali, con ritorno di condizioni di perturbabilità sull’Italia e diffusamente sul Mediterraneo, ma ancora con forti dubbi, soprattutto nei giorni a seguire, in riferimento alla possibile svolta fredda, se per gran parte dell’Italia o soltanto magari per il Nord. Maggiori dettagli sulla possibile evoluzione del tempo post anticiclone di Capodanno, nei nostri periodici aggiornamenti sul lungo periodo.



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