Continua a tenere banco, nell’evoluzione dei modelli matematici, un passaggio rapido, ma di tipo freddo proprio verso l’Epifania. L’alta pressione, che si manterrebbe più efficace fino a domenica 2, inizierebbe via via a essere corrosa, secondo le previsioni meteo, da correnti nord-atlantiche a iniziare da lunedì 3 e poi verso martedì 4, ma ancora senza grosse conseguenze sullo stato del tempo, salvo un aumento di nubi su aree localizzate e qualche primo, debole piovasco circoscritto. Da mercoledì 5, invece, una moderata e stretta saccatura atlantica tenterebbe un assalto più deciso al campo anticiclonico, oramai già abbastanza indebolito lungo il suo bordo settentrionale e orientale, con buona probabilità riuscendo ad infrangerlo e a incuneare, proprio verso il Mediterraneo centrale, un impulso instabile a carattere moderatamente freddo.
Stando alle attuali dinamiche, l’impulso potrebbe irrompere anche in maniera piuttosto rapida sul nostro bacino, nel corso di mercoledì 5, apportando subito piogge e rovesci dapprima su alcune aree settentrionali, poi verso il medio Adriatico e, magari, entro sera, potrebbe permettere l’ingresso di aria più fredda in grado di arrecare qualche nevicata fino a quote collinari sul medio Adriatico ( nell’immagine interna, le possibili aree interessate ). Nella notte su giovedì 6, quindi entro il mattino dell’Epifania, i fronti potrebbero già evolvere verso Sud, spalmando un po’ di rovesci sul medio-basso Adriatico e sul Centro Sud Appennino, magari anche con fiocchi in alta collina su questi settori, per poi evolvere verso il basso Adriatico, la Puglia centro-meridionale e ancora più a Sud, verso la Sicilia, anche qui con rovesci sparsi. Insomma sembrerebbe un’azione piuttosto rapida, ma in grado di apportare un calo termico significativo, soprattutto poi se confrontato con i valori primaverili di qualche giorno prima, con possibile crollo termico di circa 10°. Allo stato attuale dei dati, le precipitazioni sembrerebbero circoscritte e molto veloci poi, magari, se la barica dovesse presentarsi un po’ più approfondita, magari anche i fenomeni risulterebbero più incisivi. Il resto del Nord e delle regioni tirreniche, non verrebbe interessato per una poca esposizione alle correnti settentrionali. Il raid più freddo tra il 5 e il 6 gennaio, se confermato, potrebbe porsi da apripista a nuovi impulsi instabili sub-polari che, nei giorni a seguire, potrebbero puntare il Mediterraneo e apportare, magari, un cambiamento del tempo più significativo sul finire della prima decade e verso metà mese. Ulteriori dettagli sull’evoluzione nel medio-lungo periodo nei nostri quotidiani aggiornamenti.


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