UFO intorno all’Etna e al Vesuvio, l’ufologo: “si tratta di plasmoidi ed è il fenomeno delle luci vicino a vulcani e fonti di energia” – VIDEO

"L'espulsione plasmoide dei vulcani viene studiata fin dal 1956, è un termine generico per tutte le entità magnetiche del plasma, autorigenerante, di energia libera; possono avere colori e dimensioni diverse"

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Dopo la notizia diffusa ieri in merito ai presunti UFO avvistati intorno ai vulcani Vesuvio ed Etna, l’ufologo Angelo Maggioni, presidente di A.R.I.A. ha diffuso una nota stampa smentendo quanto riferito dai colleghi ufologi. “Premetto che anni fa facevo parte del CUFOM – scrive Maggioni – e dunque conosco molto bene il loro modo di operare, basti pensare la famosa invasione aliena (mai avvenuta) ripresa dalla sonda Stereo A; io dimostrai che quel difetto, o meglio riflesso, si ripeteva sempre ogni anno”, bastava riprendere la scena in un determinato modo, spiega l’ufologo ligure. “Gli ufo dei vulcani evocano un pò quel modo di proporre la narrativa o la mitologia ufologica. La scienza non ha ancora spiegazioni definitive ma studia il fenomeno delle “luci” vicino o attorno a Vulcani o fonti di energia, principalmente detti plasmoidi (errato ad esempio definire plasmoide un ufo in quanto dovrebbe avere caratteristiche amorfe, cioè non ben definite) che sembrerebbe in grado di convertire la sua parte cinetica in campo magnetico su una struttura toroidale.

Quest’ultimo, spiega Maggioni, è lo schema utilizzato dalla natura per ogni cosa, a partire da una semplice mela, passando per il corpo umano e finendo con tutti i corpi celesti presenti nell’universo. L’energia fluisce in un vortice, attraverso un asse centrale, esce dall’altro vortice e quindi si avvolge su se stesso per tornare al punto di partenza. Ha la forma di una ciambella anche se la sua forma varia in base al corpo in cui si trova, Il primo a scoprire questo sistema fu il grande Nikola Tesla”.

“L’espulsione plasmoide dei vulcani ad esempio, viene studiata fin dal 1956; plasmoide è un termine generico per tutte le entità magnetiche del plasma, autorigenerante, di energia libera; possono avere colori e dimensioni diverse, possono raggiungere distanze enormi. Spesso sono accompagnate da attività sismiche del vulcano in attività, non a caso il vesuvio era in “attività” anche il 16 luglio (data dell’avvistamento, ndr).

Si tratta di “piccole scosse elettriche che favoriscono queste formazioni plasmoidi, ma il video che ho pubblicato (visibile in calce all’articolo, ndr) spiega nel dettaglio la ricerca. Dunque seppur ancora agnostico scientificamente, nel senso che non vi è ancora una chiara dinamica e spiegazione, come per esempio il fulmine globulare (è ancor oggi poco compreso tra tutte le manifestazioni energetiche) non tenerne conto su possibili avvistamenti può essere un errore grossolano che può pregiudicare l’evento stesso”, conclude il pragmatico e sempre puntuale Angelo Maggioni.