Covid, la Repubblica Ceca come la Grecia: vaccino obbligatorio per gli over 60 da marzo 2022

Covid, anche la Repubblica Ceca annuncia l'obbligo vaccinale a partire dal prossimo mese di marzo ma la vaccinazione sarà obbligatoria solo per gli over-60 come già deciso dalla Grecia. "Gli anziani sono i più a rischio, sono loro che dobbiamo proteggere"

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Vaccino contro il Covid-19 obbligatorio nella Repubblica Ceca per gli over 60, ma anche per operatori sanitari, agenti di polizia, vigili del fuoco e militari, a partire dal 1° marzo 2022. Lo ha deciso il governo di Praga spiegando che il provvedimento annunciato oggi e previsto per la prossima primavera. “Le persone di una certa età sono quelle che hanno maggiori probabilità di essere ricoverate in terapia intensiva“, ha affermato il ministro della Salute Adam Vojtěch. Ma il governo ceco è uscente, e non è certo che il regolamento resterà in vigore: i rappresentanti della futura coalizione di cinque partiti liberali e conservatori si sono infatti pubblicamente espressi contro tale impegno. Il ministro della Sanità designato Vlastimil Valek ha parlato di un “passo nel buio“, e potrebbe quindi revocare l’obbligo.

Al momento in Europa l’obbligo vaccinale c’è solo in Italia per operatori sanitari e medici (adesso costretti anche alla terza dose), e dalla prossima settimana anche per insegnanti e forze dell’ordine. In Francia analogo obbligo è stato disposto per infermieri e medici ospedalieri (ma solo per le prime due dosi), e per i militari. L’Austria ha annunciato l’obbligo vaccinale dal 1° febbraio 2022, ma la legge non è ancora stata varata. La Grecia ha introdotto l’obbligo per gli over 60 a partire dal 16 gennaio 2022. In nessuno degli altri Paesi europei esiste alcun tipo di obbligo, neanche per isolate categorie.

L’idea della Repubblica Ceca, a prescindere dalle sue reali chance di concretizzarsi, segue quella annunciata dalla Grecia in base alle evidenze scientifiche: rendere, cioè, il vaccino obbligatorio soltanto per le categorie più a rischio complicazioni in caso di contagio, e cioè gli anziani, su cui il rapporto rischi-benefici delle vaccinazioni è senza ombra di dubbio sbilanciato sul piatto dei benefici. Anche perché se il vaccino deve essere obbligatorio, dovranno esserlo anche i richiami. E vaccinare l’intera popolazione nazionale ogni 3, 4 o 5 mesi diventerebbe un’attività impossibile per tutti gli Stati anche semplicemente sotto il profilo logistico e organizzativo.