Viaggi & Turismo, Isole Baleari: una meta turistica da visitare 365 giorni l’anno, anche d’inverno

Le Baleari sono una destinazione turistica di cui godere non solo in estate, ma durante tutto l’anno

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Le quattro Isole Baleari – Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera – offrono molteplici attività durante tutte le stagioni dell’anno, anche nei mesi dell’autunno e dell’inverno: non a caso, attraverso lo sviluppo dei Segmenti Turistici Strategici (SET) si vuole raggiungere la destagionalizzazione del tradizionale turismo estivo attraverso cultura, sport, ecoturismo e turismo sportivo, gastronomia, lusso, il cosiddetto MICE (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions), salute e benessere.

Accompagnato da un clima mite e caldo tutto l’anno, l’arcipelago si presenta come il luogo ideale per gli amanti delle attività all’aperto, sia per terra che per mare, sia in estate che in inverno, con i suoi paesaggi naturali mozzafiato, che sono lo scenario ideale per questo genere di attività. Senza dimenticare la cultura, di cui le quattro isole sono ricchissime, sotto forma di monumenti, cortili signorili, elementi architettonici e religiosi, di tutte le civiltà che hanno lasciato il loro segno e il loro ricco patrimonio nel corso degli anni.

Per queste ragioni, AETIB, l’Agenzia di Strategia Turistica delle Isole Baleari, presenta 4 luoghi iconici da visitare in autunno e in inverno alle Baleari, uno per ciascuna isola.

Maiorca

L’isola di Maiorca è una mèta turistica dal vasto patrimonio artistico e culturale, non a caso ospita il più antico santuario mariano delle Isole Baleari (XIII sec. d.C.): il Monastero di Lluc, visitabile tutto l’anno (anche d’inverno). Situato nel comune di Escorca, appartiene alla diocesi di Maiorca. La sua fondazione risale al XIII secolo, quando, secondo la leggenda, fu trovata per caso nella zona un’immagine della Vergine tra le rocce, che sarebbe stata chiamata la Vergine di Lluc o Mare de Déu de Lluc.

Il santuario può essere raggiunto a piedi o con il trasporto pubblico o privato. Il punto d’arrivo è la Plaça dels Pelegrins (piazza dei pellegrini), da dove si può vedere il municipio di Escorca (a sinistra), i cosiddetti “porxets” (a destra; uno spazio originariamente destinato ad accogliere i numerosi pellegrini che arrivavano a cavallo e che oggi sono celle familiari) e la facciata del santuario (sullo sfondo).

Il complesso è composto da diversi edifici: tra queste la chiesa, risalente al XVII secolo, spicca, con alterazioni nel XX secolo, realizzate secondo le indicazioni dell’architetto catalano Antoni Gaudí. Ospita, tra molte altre opere d’arte, un “camerín” con la Mare de Déu de Lluc, la “Moreneta”, patrona di Maiorca; la foresteria (con 81 celle o camere e 39 appartamenti con cucina); “els porxets”; un museo (con una collezione varia); l’archivio storico (una delle collezioni documentarie più importanti di Maiorca, che comprende i libri del Priorato e spartiti musicali di diverse epoche, tra gli altri); il giardino botanico (che riunisce numerose piante dell’isola, alcune endemiche, altre medicinali); un piccolo cimitero; e i misteri del Rosario (cinque monumenti di pietra degli architetti Joan Rubió e Guillem Reynés e dello scultore Josep Llimona).

Ibiza

Per conoscere la Ibiza più islamica e medievale, una visita al Centro di Interpretazione Madina Yabisa è d’obbligo. Si tratta di un vero e proprio museo, progettato con tecnologia audiovisiva per conoscere l’evoluzione storica e urbana della città d’Ibiza in epoca medievale.

Utilizzando la tecnologia contemporanea, il Centro si serve di audiovisivi per mostrare la storia della città, soprattutto in riferimento al periodo della dominazione musulmana. Si trova nell’edificio della Casa de la Curia, che era la sede dei tribunali di giustizia e uno dei centri di potere di Ibiza durante il XVI secolo, ed è aperto ai visitatori anche d’inverno.

Madina Yabisa è il nome che la capitale dell’isola d’Ibiza ricevette durante la dominazione musulmana, un toponimo che deriva dall’antico nome fenicio dell’isola e che derivò nel periodo romano in Ebusus.

Formentera

Anche l’isola di Formentera ha una storia antica, tanto da ospitare niente meno che una costruzione megalitica di uso funerario, Ca Na Costa: anche se, fino alla scoperta e allo scavo di questo dolmen tra il 1974 e il 1977, non c’era traccia di alcun insediamento preistorico a Formentera.

Ca Na Costa è la tomba megalitica più spettacolare delle Isole Baleari, situata tra lo stagno conosciuto come Estany Pudent (precedentemente conosciuto anche come Estany des Flamencs) e il villaggio di Es Pujols, nella parrocchia di Sant Ferran de ses Roques. Si tratta di una tomba che poggia direttamente sulla roccia e ha una pianta quasi circolare, dove si possono distinguere due parti principali: quella che è la camera sepolcrale vera e propria, situata al centro con il corridoio d’ingresso che conduce ad essa, e tre anelli che circondano la camera.

La costruzione risale all’età del bronzo e fu probabilmente utilizzata tra il 2000 e il 1600 a.C. Otto persone vi sono state sepolte: sei uomini (tra i 35 e i 55 anni) e due donne (tra i 20 e i 35 anni). Con i corpi sono stati trovati vari materiali, come bottoni, perline e frammenti di ceramica. La sua scoperta nel 1974 fu un importante contributo alla storia delle Pitiusas, poiché fino ad allora si riteneva che la più antica presenza umana risalisse al periodo punico. Inoltre, Ca Na Costa si trova in un luogo di straordinaria bellezza, che fa parte del Parco Naturale Ses Salines di Ibiza e Formentera.

Minorca

Grazie al suo clima mite, l’isola di Minorca consente lo svolgimento di numerose attività all’aperto anche nei mesi invernali. Ad esempio, è possibile esplorare il fascino della Minorca più verde e rurale attraverso i suoi percorsi cicloturistici, molti dei quali realizzati dalle vecchie strade di campagna dell’interno, che diventano la pista perfetta per godersi la mountain bike. Un mosaico unico di foreste e aree ecologicamente protette, insediamenti megalitici (candidati a essere riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO), estesi muri a secco, llocs (case rurali tradizionali dell’isola) e mulini di farina: mille e uno angoli per godere della natura di quest’isola, dichiarata Riserva della Biosfera.

Per scoprire le modalità d’ingresso nelle isole Baleari consultare il sito safetourism.illesbalears.travel/en