Intitolati a due donne i rover europei per Marte: a Rosalind Franklin, che per prima scoprì il Dna, è stato intitolato il rover che raggiungerà il Pianeta Rosso mentre alla scienziata italiana Amalia Ercoli Finzi è stata intitolata la copia del rover che rimarrà sulla Terra per fare tutte le simulazioni. Una nota dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha annunciato l’intitolazione del modello terrestre alla nota astrofisica, prima donna a laurearsi in ingegneria aeronautica in Italia e professore onorario del Politecnico di Milano.
“E’ una notizia bellissima, ne sono davvero lusingata e onorata”, ha commentato all’ANSA Ercoli Finzi, a cui è stato intitolato il rover che viene usato a Terra, al centro operazioni Altec di Torino, per testare in ogni dettaglio le operazioni che il suo gemello dovrà compiere su Marte.
“Ritengo sia davvero molto bello che i due rover siano stati intitolati a due donne”, ha aggiunto Ercoli Finzi. “Io resterò a Terra ad aiutare quella che invece sarà su Marte: una donna che fu vittima dei suoi colleghi e che non ha purtroppo avuto il riconoscimento che meritava”, ha detto l’astrofisica riferendosi a Rosalind Franklin, la chimica inglese che per prima fotografò la struttura a doppia elica del Dna ma il cui lavoro non venne pienamente riconosciuto dalla comunità scientifica.
Chi è Amalia Ercoli Finzi
Nata il 20 aprile 1937 a Gallarate (Varese), Amalia Ercoli Finzi è stata la prima donna a laurearsi in ingegneria aeronautica in Italia nel 1962 presso il Politecnico di Milano, dove ha insegnato per più di cinquant’anni, diventando professore associato nel 1980 e professore nel 1994. È stata Professore Ordinario di Meccanica Orbitale, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e parte del consiglio di amministrazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia. Ercoli è sposato con Filiberto Finzi, figlio del matematico italiano Bruno Finzi: la coppia ha cinque figli.
L’esperta ha una notevole esperienza nella dinamica dei voli spaziali: è stata consulente scientifico per la NASA, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’ESA. Negli anni ha lavorato a decine di missioni spaziali, da Giotto che sfiorò la cometa di Halley a Rosetta, per cui ha progettato il trapano sul lander Philae, fino a ExoMars su cui ha spinto per lo sviluppo del trapano del rover di ExoMars già 20 anni fa. È stata coinvolta anche nelle missioni Space Tether, MiTEx e Columbus (modulo ISS).
In quanto ai suoi riconoscimenti, nel 2012, Ercoli Finzi ha vinto la Franck J. Malina Astronautics Medal dalla International Astronautical Federation. È stata inoltre insignita del Premio Leonardo alla carriera dall’Associazione Italiana Giornalisti Scientifici per i suoi contributi all’esplorazione dello spazio e all’istruzione.
Ercoli Finzi è anche una sostenitrice delle donne nella scienza e si schiera contro stereotipi e pregiudizi. Nel 2017 ha vinto il Premio Porto Venere Donna che viene assegnato annualmente per riconoscere le donne più influenti in Italia. Nel 2018 le è stato dedicato un asteroide: 24890 Amaliafinzi.
