Clima, il resoconto del mese di Gennaio 2022: poca instabilità e prevalente ingerenza anticiclonica

Quadro generale: differenze termiche tra i vari settori e nel complesso abbastanza asciutto. I dettagli

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Con oggi si chiude il mese di gennaio 2022, convenzionalmente il più freddo della stagione invernale. In linea di massima il mese è evoluto secondo i canoni tipici stagionali, mediamente senza particolare insistenza instabili e, invece, con una prevalente ingerenza anticiclonica. Gennaio, infatti, tra i mesi invernali, è quello mediamente più secco. L’alta pressione, tuttavia, benché costantemente presente per gran parte del mese, ha posto i suoi massimi sui settori occidentali del continente e anche in parte verso l’Atlantico, per cui la sua azione verso il Mediterraneo centrale è stata un po’ più periferica, meno insistente anche meno strutturata. Ciò ha consentito alcune forzature da parte del flusso più instabile sub-polare o artico, con occasioni per “rotture” della fase stabile e soleggiata e anche per locali piogge o nevicate fino a quote collinari o talora basse. Nel complesso, tuttavia, queste azioni sono risultate abbastanza saltuarie, al punto da determinare quantitativi di pioggia complessivi in buona parte inferiori alla media.

Se, infatti, analizziamo la mappa interna NOAA sull’anomalia precipitazioni a scala europea, riscontriamo, in riferimento all’Italia, un andamento precipitazioni inferiore alla media, aree colorate più scure, mediamente del 15/30% sulle regioni centro-occidentali del Nord, su quelle tirreniche e diffusamente anche al Centro Sud e sulle isole maggiori. Precipitazioni, invece, nella media, aree colorate in bianco, sui settori appenninici centro-settentrionali, sull’Emilia-Romagna centro-orientale e localmente anche al Nordest, su queste aree persino con qualche settore che ha registrato precipitazioni sopra la media, come l’Appennino centrale tra Nordest Lazio, Umbria, Centro Sud Marche, Nord Abruzzo e anche qualche settore della Romagna orientale, aree colorate in verde. Precipitazioni localmente nella media anche sulla Puglia, sull’Ovest Campania e su qualche area insulare. In linea di massima, le fasi più instabili sono accorse tra il 4 e il 6 gennaio al Centro Nord, poi tra il 7/8 e l’11 gennaio al Centro-sud.

I momenti di instabilità nelle altre fasi del mese, sono stati più fugaci e più settoriali. Rilevavamo un anticiclone prevalente nell’arco del mese, ma più decentrato sui settori occidentali del continente. Ciò ha permesso un andamento termico sostanzialmente nella norma sulla gran parte delle regioni, quindi abbastanza freddo per via di correnti settentrionali prevalenti e in scivolamento lungo il bordo orientale anticiclonico e per via anche dell’irraggiamento notturno che ha comportato spesso inversioni termiche ed estese gelate da Nord a Sud. Come visibile dalla mappa in evidenza e riferita all’andamento termico dell’intero mese di gennaio, le temperature in linea con quelle tipiche del periodo sono state registrate sulle aree centro-meridionali e pianeggianti del Nord, mentre vi è stato più freddo della norma sulle isole maggiori e su alcuni settori tirrenici meridionali. Meno freddo sui settori alpini in genere, sulla Liguria e sull’Appennino nord-occidentale, qui con una anomalia un po’ superiore alla media. L’anomalia termica negativa, poi, essenzialmente al Centro Sud, si è accentuata nella seconda parte del mese, come mostra la seconda mappa interna, con la colorazione in blu, temperature inferiori alla media, più estesa e più pronunciata, soprattutto al Sud e sulle isole maggiori.