Emerge un dato molto particolare dagli ultimi bollettini ufficiali forniti dalla protezione civile sull’andamento epidemiologico dell’epidemia di SARS-CoV-2 in Italia: in Alto Adige (provincia autonoma di Bolzano), il numero di “persone sottoposte a tampone” ha abbondantemente superato il numero dei residenti certificati dall’Istat nello stesso Alto Adige. Eppure le “persone sottoposte a tampone” sono singoli cittadini, con tanto di differente codice fiscale, mentre in un’altra colonna vengono conteggiati il totale dei tamponi effettuati (comprendendo quindi anche i tamponi effettuati due, tre, quattro o dieci volte alla stessa persona). Partiamo dal dato ufficiale Istat sulla popolazione residente in Alto Adige, dove al 1° gennaio 2021 vivevano 534.912 persone (fonte Istat: https://demo.istat.it/popres/index.php?anno=2021&lingua=ita). Incredibilmente però, ieri risultano 569.698 “casi testati”, cioè “persone sottoposte a tampone”. Significa 569.698 persone diverse, 569.698 codici fiscali differenti. E’ possibile che in Alto Adige abbiano fatto il tampone 35 mila persone in più rispetto a tutti gli stessi residenti dell’Alto Adige?
Il totale dei tamponi processati in Alto Adige dall’inizio della pandemia supera i 3 milioni, ma questo si spiega facilmente perché il dato contempla il fatto che una persona possa aver fatto più di un test e quindi in Alto Adige abbiamo una media di 6 tamponi per ogni cittadino. Evidentemente, però, in Alto Adige sono stati sottoposti a tampone anche altri cittadini provenienti da fuori Regione, turisti o viaggiatori, molto più di quanto non sia accaduto nelle altre Regioni: nessuno, infatti, ha ancora superato i residenti per numero di persone testate e, anzi, a livello nazionale, sono soltanto poco più di 42 milioni le persone sottoposte a tampone, quindi significa che ci sono ancora circa 17 milioni di italiani che un tampone non l’hanno mai fatto neanche una volta.



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