“La pillola anti–Covid della Merck sarà molto utile, secondo me è una svolta“: lo ha dichiarato all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, commentando l’avvio della distribuzione in Italia di molnupiravir, il farmaco anti-Covid che blocca il virus ai primi stadi di malattia creando “un virus ‘difettoso’, facendolo mutare in maniera anomala“.
La prima terapia domiciliare prevede la somministrazione della pillola per 5 giorni, nei primi giorni dal contagio. “Ci sono criteri molto precisi che ha definito Aifa per utilizzare l’antivirale – ha precisato l’infettivologo – fondamentalmente molto simili a quelli che usiamo per i monoclonali. Ovviamente non è che puoi dare la pillola al primo che a 30 anni triplo-vaccinato ha i sintomi, non possiamo pensare che queste pillole da 700-800 euro al giorno vadano nei banchi della farmacia. Devono essere prescritte dallo specialista. Per questo, come i monoclonali, sono gestite dagli ospedali in collaborazione con i medici di base“.
In Italia sbarca molnupiravir, la prima pillola antivirale
E’ sbarcata ieri in Italia la prima pillola approvata contro il Covid, molnupiravir, prodotta da Merck.
Il molnupiravir è un antivirale orale (autorizzato per una distribuzione in condizioni di emergenza con Decreto del Ministero della Salute del 26 Novembre 2021) il cui utilizzo è indicato entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. La durata del trattamento, che consiste nell’assunzione di 4 compresse (da 200 mg) 2 volte al giorno, è di 5 giorni. La determinazione AIFA relativa alle modalità di utilizzo è stata pubblicata il 29 Dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale ed è efficace dal 30 Dicembre.
E’ stata distribuita dalla Struttura Commissariale alle Regioni da ieri, e per la sua prescrizione è previsto l’utilizzo di un Registro di monitoraggio.
Le indicazioni prevedono il “trattamento di pazienti non ospedalizzati per COVID-19 con malattia lieve-moderata di recente insorgenza e con condizioni cliniche concomitanti che rappresentino specifici fattori di rischio per lo sviluppo di COVID-19 grave“, cioè malati a rischio ma non ancora in condizioni gravi.
Secondo Merck il farmaco è in grado di dimezzare il rischio di ospedalizzazione e di decesso, ma una revisione dell’EMA del 14 Dicembre ha fissato nel 30% la riduzione del rischio.
E’ il primo farmaco antivirale autorizzato specificamente contro il Covid, da assumere in forma orale a casa. Agisce interferendo con la capacità del virus di replicarsi: è stato progettato per introdurre errori nel codice genetico del virus, impedendone la duplicazione e riducendo quindi il rischio di provocare malattie gravi. Il farmaco, inoltre, non colpisce la proteina spike del virus, la chiave d’accesso del virus nella cellula, e ciò dovrebbe garantire un’efficacia a prescindere dalle varianti.
