Covid, Cavaleri (EMA): “no a troppi booster, possono creare problemi con la risposta immunitaria”

Secondo Cavaleri, somministrando dosi di vaccino ogni 4 mesi "finiremo potenzialmente per avere problemi con la risposta immunitaria, che potrebbe non essere così buona come vorremmo che fosse, quindi dovremmo fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario"

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L’Italia, come altri Paesi, ha fissato i richiami dei vaccini anti-Covid dopo 4 mesi dall’ultima dose. La Grecia, per esempio, ha già predisposto l’avvio della quarta vaccinazione, cosa che in Israele è già iniziata (sebbene solo per immunocompromessi). Ma sulla quarta dose, somministrata a breve distanza di tempo, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) frena.

Sta diventando sempre più chiaro che le dosi di richiamo sono necessarie per estendere la protezione dei vaccini e la loro efficacia perché questa diminuisce nel tempo, solitamente dopo circa 5-7 mesi con la variante Delta e più velocemente con Omicron. I dati sull’impatto nella vita reale mostrano che somministrare una dose booster rafforza la risposta immunitaria e ripristina o estende la protezione”, ha affermato Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’EMA durante la conferenza stampa dell’11 gennaio da Amsterdam.

Sulla possibilità di somministrare una quarta dose, quindi un secondo richiamo, Cavaleri ha detto: “non sono ancora stati generati dati per sostenere questo approccio. Tuttavia mentre l’uso di una quarta dose potrebbe essere considerato parte di un piano di contingenza, le vaccinazioni ripetute a breve distanza di tempo non rappresenterebbero una strategia sostenibile a lungo termine. Vorremmo vedere i dati prima di fare qualsiasi raccomandazione ma allo stesso tempo, siamo abbastanza preoccupati riguardo una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. È qualcosa che dovrebbe far parte di una strategia generale su quale sarebbe la miglior strategia per la vaccinazione nel corso del tempo, tenendo presente che non possiamo continuare a somministrare dosi booster ogni 3-4 mesi. Ovviamente quando si tratta di persone fragili, come immunocompromessi, sarebbe un po’ diverso e infatti per loro la quarta dose può essere considerata già da ora”.

Secondo Cavaleri, ci sono “due preoccupazioni” riguardo alla strategia di somministrare dosi booster ogni 4 mesi: “la prima è che finiremo potenzialmente per avere problemi con la risposta immunitaria, che potrebbe non essere così buona come vorremmo che fosse, quindi dovremmo fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario con ripetute immunizzazioni. In secondo luogo, c’è il rischio di affaticare la popolazione con la continua somministrazione di booster. Di conseguenza, se da un punto di vista epidemiologico la situazione dovesse essere tale che somministrare dosi booster è la soluzione migliore sul tavolo, allora si potrà fare una volta o forse due, ma non è una cosa che possiamo ripetere costantemente e sarebbe molto meglio iniziare a pensare ad una somministrazione di dosi booster che sia più distanziata nel tempo e idealmente, se vogliamo spostarci verso lo scenario di endemia, le dosi booster dovrebbero essere sincronizzate con l’arrivo della stagione fredda, in maniera simile a ciò che facciamo con i vaccini influenzali”.