Covid, il parere del Cts: “il bollettino dei contagi resti quotidiano”

Il Cts ritiene che il bollettino del Ministero della Salute con i nuovi contagi, il numero delle vittime e i dati sulle ospedalizzazioni debba rimanere quotidiano

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In questi giorni, molti esperti hanno sollevato dubbi sulla necessità del bollettino quotidiano legato ai contagi da Covid. Al termine della riunione di oggi sul tema, il parere espresso dal Comitato tecnico scientifico è che il bollettino del Ministero della Salute con i nuovi contagi, il numero delle vittime e i dati sulle ospedalizzazioni deve rimanere quotidiano.

Se alcuni esperti ritengono che non sia più necessario avere un bollettino quotidiano, altri non condividono la stessa idea. Per Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza, il bollettino quotidiano “ci viene richiesto dai trattati internazionali e dall’Oms. Noi dobbiamo per i nostri adempimenti internazionali dare ogni giorno il numero e comunicare a tutto il mondo e a tutte le organizzazioni internazionali questo numero“, ha chiarito Ricciardi a ‘L’aria che tira’ su La7. “Noi non possiamo non classificare tutti i contagi e comunicarli alle istituzioni internazionali. Poi quanto e come questa lista di contagi venga comunicata è una cosa diversa. Ci sono Paesi che lo fanno in un modo, Paesi che lo fanno in un altro, ma questo fa parte della comunicazione, non della raccolta dei dati che per noi è obbligatoria“, ha aggiunto Ricciardi.

L’epidemia è un fenomeno complesso che si misura attraverso una serie di parametri. E visto che siamo in un’epidemia che interessa tutti, per trasparenza dobbiamo sapere tutto. Dare numeri solo su ricoveri o decessi significherebbe nascondere una parte importante della verità”, afferma invece Andrea Crisanti.

Lo ripeto da un bel po’ di tempo: chi è in ospedale ed è asintomatico per la patologia respiratoria da Covid, ma ha un tampone positivo senza però aver nessun sintomo compatibile dovrebbe essere considerato alla pari di tutti gli altri malati. Deve essere isolato, chiaramente, ma non può essere considerato come patologia Covid e messo nel bollettino quotidiano“, ha detto all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova. “Ci vuole maggiore dinamicità da parte del Ministero della Salute e del Cts nel recepire i messaggi che arrivano da chi sta sul campo. C’è una distanza tra chi è nelle sale burocratiche romane e chi è sul campo a gestire i malati. Diciamo quello che vediamo nei nostri ospedali: mettere i sintomatici e gli asintomatici tutti insieme è sbagliato. Contare per i criteri di colorazione delle regioni solo chi ha segni e sintomi da Covid“, aggiunge Bassetti.

In questa fase ancora espansiva dell’epidemia, eliminare il bollettino quotidiano sarebbe un segnale di liberi tutti mentre la comunicazione quotidiana ha l’effetto di ricordare la situazione in cui siamo”, ha detto nei giorni scorsi all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente della Statale di Milano. “I dati così come sono comunicati – ha ammesso l’esperto – sono un po’ grossolani e non tengono conto dei vari distinguo, si dice cioè che un 34% delle persone ospedalizzate è anche positivo a Covid, ma in condizioni tranquille e quindi il dato andrebbe articolato meglio. Poi non è solo il dato in sé ma anche come lo si racconta, è chiaro che se diventa la prima notizia del Tg, raccontata con enfasi” può avere un “effetto ansiogeno”. “Siamo in una fase di passaggio quindi cambierei una volta superato il picco, con una comunicazione fatta magari in maniera meno grossolana se possibile”.