Covid, dj Aniceto: “riapertura delle discoteche? Forse dovremmo emigrare in Inghilterra”

Dj Aniceto: "sono stanco dei politici che decidono tutto e il contrario di tutto, il Covid ormai è una semplice influenza"

MeteoWeb

È triste dirlo, ma dagli anziani pieni di pregiudizi al Governo saremo sempre visti come dei diavoli e come vittime da sacrificare, da buttare sulla brace”: lo ha dichiarato all’Adnkronos dj Aniceto, commentando il decreto che dovrebbe essere emanato oggi dal Consiglio dei Ministri e che potrebbe prevedere la riapertura delle discoteche al chiuso dal 15 Febbraio. ”Forse dovremmo emigrare in Inghilterra dove dal 26 gennaio c’è ‘il libera-tutti’. Viva la monarchia!”, ha affermato il dj anti sballo, intendendo che nei Paesi monarchici paradossalmente in questo momento c’è più libertà: ”Meglio poche teste pensanti che centinaia come in Italia”.
Sono veramente stanco di questi politici che non ne combinano una buona – ha proseguito il dj – Decidono tutto e il contrario di tutto, con il Covid che ormai si è trasformato in una semplice influenza. Ancora c’è confusione e a questo punto, con questo Governo, è meglio che le discoteche restino chiuse fino all’estate per riaprire poi a pieno regime. Non è giusto essere trattati come dei bambini all’asilo in castigo. Non abbiamo bisogno di contentini e aperture a intermittenza, che fanno solo male al settore e creano confusione e discontinuità“.
In questo momento abbiamo solo bisogno di aiuti economici per tutti quelli che lavorano nel settore. Resto comunque scandalizzato da Sanremo – ha concluso – Ho degli amici lì e ci sono dappertutto dei grossi assembramenti. Trovo veramente squallido dare la possibilità al Festival di ripartire quasi a pieno regime e considerare le discoteche ancora come Satana”.