Covid, dopo Omicron e Delta spunta Deltacron: “potrebbe essere un errore di laboratorio”

"Deltacron" avrebbe un background genetico simile alla variante Delta, così come alcune delle mutazioni di Omicron

Una ipotetica nuova variante del Coronavirus soprannominata “Deltacron“, sarebbe stata scoperta a Cipro, secondo quanto riportano i media locali.
La variante avrebbe un background genetico simile alla variante Delta, così come alcune delle mutazioni di Omicron, ha spiegato il dottor Leondios Kostrikis, capo del laboratorio di biotecnologia e virologia molecolare presso l’Università di Cipro, secondo il Cyprus Mail. In totale, 10 delle mutazioni di Omicron sono state trovate nei 25 campioni prelevati a Cipro.
Sabato il ministro della Sanità cipriota Michalis Hadjipandelas ha dichiarato che la nuova variante non era motivo di preoccupazione.
Il Ministero della Salute di Cipro prevede di annunciare ulteriori informazioni sulla possibile nuova variante in una conferenza stampa. Il nome scientifico non è stato ancora annunciato.

Su Deltacron dobbiamo capire di più. Alcuni esperti virologi dicono che non è una nuova variante ma un errore di laboratorio, quindi più una contaminazione di Omicron su Delta. Dall’Imperial College di Londra alcuni virologi mettono in dubbio anche l’esistenza stessa di questa variante. Allora, cerchiamo di fare meno allarmismo e aspettiamo di capire di più,” ha affermato all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova.

E’ troppo presto” per sapere quali possano essere le conseguenze della eventuale diffusione di Deltacron. “I casi sono ancora pochi. Non è detto che sia peggiore. E’ sicuramente qualcosa da tenere sotto stretta osservazione e, con il sequenziamento, è necessario sapere sempre, con precisione, quanto si diffonde. In realtà, potrebbe anche scomparire o essere meno ‘efficiente’, dal punto di vista del virus, della Omicron. Abbiamo ancora tanti punti interrogativi e poche risposte certe,” ha commentato all’Adnkronos Salute il virologo Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. Non si tratta di un fatto sorprendente, ha evidenziato Maga, “quando ci sono due virus che circolano contemporaneamente possono contagiare la stessa persona e mescolare i loro geni. Questo fenomeno, noto, si chiama ricombinazione. E lo abbiamo visto spesso con l’Hiv. E’ quello che è successo con Deltacron. Sembra che la proteina Spike caratteristica di Omicron, molto mutata, abbia sostituito la corrispondente proteina della Delta. Se questo si dovesse tradurre in un indebolimento o in una ridotta capacità di questo virus ibrido di dare gravi forme polmonari come succede per Omicron, potrebbe essere addirittura ‘vantaggiosa’, ma in questo momento non sappiamo ancora“. “Non è quindi assolutamente detto – ha concluso Maga – che Deltacron possa rivelarsi più pericolosa. Potrebbe diventare una cosa molto simile a Omicron e quindi, di fatto, accelerare il processo di ‘eliminazione’ della Delta, che verrebbe soppiantata più rapidamente. Ma si tratta di riflessioni ipotetiche, è una ricombinazione da tenere sott’occhio“.