Covid, Draghi in conferenza stampa: “evitare il ricorso alla Dad, ne va del futuro dei ragazzi”

Per il Governo è ancora necessario accelerare nella vaccinazione degli over 50, nonostante il grande successo della campagna vaccinale e l'ampia fetta di popolazione vaccinata. A questo scopo gli hub vaccinali saranno aperti anche di notte

Nel corso della Conferenza Stampa del Consiglio dei Ministri per fare il punto sulle ultime misure del Governo, oltre all’obbligo vaccinale per gli over 50 e per alcune categorie di lavoratori, è stata la scuola e in particolare la Dad l’argomento più gettonato. Mario Draghi, lo ha dichiarato già in apertura di discorso: “La scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata protetta e non abbandonata. Oggi – per Draghi – possiamo affrontare tutto in maniera diversa grazie ai vaccini. Il problema sono i non vaccinati, quindi invitiamo gli italiani a farlo e a fare anche la terza dose“.

Draghi fa leva su dati che dimostrano come la mortalità per Covid sia inferiore rispetto al 2020 ed elargisce l’ennesima stoccata contro i non vaccinati: “Gli ospedali sono in difficoltà soprattutto per i numeri che riguardano i non vaccinati. Abbiamo introdotti obbligo per chi ha più di 50 anni perché sono la categoria più a rischio, e attualmente i due terzi di chi occupa le terapie intensive sono non vaccinati“. E sul punto torna anche il Ministro della Salute Roberto Speranza: “Se vogliamo ridurre la pressione sugli ospedali e vogliamo far ripartire il nostro Paese dobbiamo ridurre la fetta di popolazione non vaccinata”. “L’ultimo decreto è utile per far fare un passo avanti importante al nostro paese: oggi siamo all’89,40% di over 12 con prima dose, quindi sono non vaccinati poco più del 10% over 12, che occupa i due terzi di posti in intensiva e 50% in area medica, quindi vogliamo ridurre i non vaccinati per ridurre la pressione ospedali“.

Per Draghi e per il governo, dunque, è ancora necessario accelerare nella vaccinazione, nonostante il grande successo della campagna vaccinale e l’ampia fetta di popolazione vaccinata. A questo scopo gli hub vaccinali saranno aperti anche di notte. “Vogliamo che l’Italia resti aperta, ma con tutte le limitazioni che sono necessarie. L’attività economica deve andare avanti ma con sicurezza, prudenza, rispetto delle regole, vaccinazione e molta fiducia che si possa uscire da questa situazione. E in tutto questo è essenziale essere uniti“, conclude Mario Draghi.

Riapertura scuole

Tutto quello che abbiamo deciso è stato deciso in accordo e sulla base di dati e indicazioni di enti locali e Regioni. La scuola in presenza è la nostra priorità – ha dichiarato Draghi a seguito di una domanda sulla scuola e sulle polemiche innescate dalla decisioni di comuni e regioni di chiudere –. Basta vedere le diseguaglianze tra studenti in Dad e non, tra Nord e Sud, tra chi sta meglio e chi sta peggio. E tutto questo si ripercuoterà sul loro futuro. Probabilmente ci sarà un aumento delle classi che andranno in Dad – chiosa Draghi – ma bisogna respingere il ricorso generalizzato alla didattica a distanza”.

Cure monoclonali e terapie

Come mai oltre ai vaccini, non c’è da parte del Governo una strategia anche a favore delle terapie e delle cure monoclonali?“, hanno chiesto i giornalisti al governo. Alla domanda ha risposto Franco Locatelli, portavoce del Comitato tecnico scientifico: “Ci è stata largamente attenzione sia per gli anticorpi monoclonali, sia per i due farmaci antivirali. Ma come Cts teniamo conto di diversi aspetti. Oggi dei monoclonali attivi sulla variante Omicron ve ne è solo uno che mostra efficacia, gli altri hanno perso attività. Ed è per questo che come CTS abbiamo insistito per definire la variante prima di somministrare qualsiasi farmaci. Il CTS e il governo si sono impegnati per procurarsi questi farmaci, il primo ha efficacia sul 30% delle situazioni gravi, il secondo che arriverà con tempistiche legate alle aziende farmaceutiche, si prospetta con un efficacia dell’89%”.

Anche con la variante Omicron – ha aggiunto Locatelli –  bisogna essere cauti: i dati che arrivano dal Regno Unito documentano come la dose booster di vaccino abbia un’efficacia dell’88% mentre il ciclo di vaccinazione primaria è efficace al 65%. Pensare che la variante Omicron si connoti con un’incapacità a provocare malattia grave è sbagliato: è meno pericolosa di Delta ma può causare malattia grave e mortalità, soprattutto tra gli over 60″.