Covid, il biologo Bucci: “l’evoluzione del virus continua, impossibile sapere se sia giunta al massimo”

Covid, il biologo Bucci: "l'evoluzione del virus continua, ed è illusorio pensare di sapere in anticipo che sia giunta al massimo di quello che il virus può produrre"

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Più e più volte è capitato, dall’inizio della pandemia, di sentire dichiarazioni, anche da esperti, circa il fatto che una determinata variante rappresentasse “il massimo” che il virus poteva fare. Ora, il punto è che certamente può esistere un massimo per ciò che un virus è in grado di fare; ma innanzitutto dove si trovi quel massimo dipende dalle circostanze del momento (per esempio, immunità e crossreattività con le precedenti varianti), ed in secondo luogo è per noi impossibile identificarlo in anticipo, ovunque si trovi”. È quanto scritto in un post su Facebook dal biologo Enrico Bucci, Adjunct Professor presso la Temple University di Philadelphia.

Il massimo della fitness accessibile ad un virus è un bersaglio mobile, la cui posizione cambia a seconda delle circostanze e persino a seconda del ceppo che si considera come punto di partenza. Omicron, per esempio”, come si può vedere nella figura in fondo all’articolo, “ha già cominciato a differenziarsi abbondantemente, grazie alla sua prodigiosa capacità replicativa; dove porteranno i nuovi “rametti” evolutivi, alcuni dei quali hanno avuto origine intorno a dicembre, se a produrre varianti migliori o peggiori di quelle attuali, non possiamo saperlo. Tutti i rametti potrebbero avere la stessa fitness, oppure, più probabilmente, fitness leggermente diverse; se e quando qualcuno sarà molto migliore degli altri, una nuova variante sorgerà, spiega il biologo.

Lo stesso avviene in altre regioni dell’albero evolutivo di SARS-CoV-2, regioni che in questo momento stanno differenziandosi a partire da Delta, per esempio. Di certo, l’evoluzione del virus continua, ed è illusorio pensare di sapere in anticipo che sia giunta al massimo di quello che il virus può produrre. Quando e se ciò dovesse essere, lo scopriremo solo a posteriori”, conclude Bucci.