Covid, Omicron cambia le carte in tavola in Europa: i maggiori Paesi spingono per un approccio da endemia ma non mancano gli appelli alla cautela

Mentre Gran Bretagna, Francia, Spagna e altri Paesi europei hanno intrapreso la strada della convivenza con il virus, altri seguono la via della cautela e della gradualità. Caso a parte quello dell'Italia, che continua ad inasprire le restrizioni

MeteoWeb

In Gran Bretagna, Francia, Spagna e altri Paesi europei, politici e alcuni esperti di salute pubblica stanno spingendo per un nuovo approccio alla pandemia di Covid basato sia sull’audacia che sulla rassegnazione: la malattia sta diventando una costante nella vita quotidiana e bisogna agire di conseguenza. I governi stanno cogliendo un momento in cui le loro popolazioni hanno sperimentato malattie meno gravi e, in alcuni casi, un calo dei nuovi casi giornalieri dopo settimane di crescita record e stanno spostando le loro politiche fuori dal piano di emergenza.

In Spagna, ad esempio, il Primo Ministro Pedro Sánchez ha dichiarato che i cittadini “dovrebbero imparare a conviverci, come facciamo con molti altri virus”, e ha affermato che il Paese dovrebbe adeguare l’approccio nazionale per allinearsi al modo in cui gestisce i focolai di influenza. Olivier Véran, il Ministro della Salute francese, ha affermato di recente che l’alto livello di infezione e il forte tasso di vaccinazione della Francia potrebbero “forse” significare che questa è l’ondata finale.

Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia dal trattare il virus come l’influenza stagionale, sostenendo che è troppo presto per fare questo cambiamento.

I sostenitori dell’approccio della convivenza con il virus, invece, sottolineano che l’ultima ondata di casi è diversa dai primi tempi del virus in diversi modi, incluso il fatto che ora la popolazione è ampiamente vaccinata in alcuni Paesi d’Europa, soprattutto dell’Occidente, e che il tasso di ospedalizzazione è molto più basso.

A “guidare” i Paesi lungo questa via, c’è sicuramente il Regno Unito, che già dall’estate aveva rimosso tutte le restrizioni legate alla pandemia, salvo reintrodurne alcune per poche settimane in concomitanza con l’arrivo della variante Omicron. Negli ultimi giorni, inoltre, ci sono stati segnali nei dati del Paese che fanno sperare sul fatto che il Regno Unito possa trovarsi ad un punto di svolta nella lotta alla pandemia, con nuovi casi e ricoveri in calo.

In questa volontà di cambiamento, i messaggi al pubblico sono diversi e spesso confusi, con alcuni politici che dichiarano finita l’ultima ondata e altri che sostengono un graduale ritorno alla normalità, mentre molti esperti esprimono cautela su tutte le incognite e sul potenziale di nuove varianti.

Peter English, un consulente nel controllo delle malattie trasmissibili in pensione, ha affermato che per molti esperti di salute pubblica e scienziati in Gran Bretagna, il dibattito si è spostato dai lockdown alle misure di mitigazione di buon senso. La maggior parte ora sta incoraggiando misure come le mascherine obbligatorie negli ambienti pubblici e leggi per gli standard di aerazione. “C’era stata una discussione sullo zero Covid e sul tentativo di eliminare il virus attraverso le restrizioni. Penso che abbiamo perso quella discussione. Penso che permettendogli di diffondersi entro i limiti che ha, sarà molto difficile rimettere il genio nella bottiglia”, ha aggiunto English. Da quel punto di vista, “dovremo conviverci essendo endemico” ma “endemico non significa non grave”, ha aggiunto, esortando alla cautela contro la semplice idea di “imparare a conviverci” senza misure di mitigazione in atto.

Una delle maggiori preoccupazioni in Inghilterra è stata l’intensa pressione che il virus esercita sul Servizio Sanitario Nazionale (NHS) ma alcune delle preoccupazioni sul fatto che gli ospedali britannici potessero essere sopraffatti dai pazienti durante questa ultima ondata hanno iniziato ad attenuarsi.

In Spagna, è stato creato un nuovo sistema di monitoraggio che entrerà in vigore una volta che l’attuale aumento dei casi sarà diminuito e il Paese ha anche recentemente allentato le regole di isolamento. Ma la spinta di Madrid affinché Omicron venga trattata più come l’influenza è stata criticata da alcuni medici e associazioni professionali, nonché dall’Agenzia europea per i medicinali, che affermano che il virus si sta ancora comportando come una pandemia.

In Francia, le infezioni sono ancora in aumento ma il Presidente Emmanuel Macron ha deciso di mantenere restrizioni minime e si è concentrato invece sull’invitare i francesi a vaccinarsi.

La Germania è indietro di diverse settimane rispetto ad alcuni dei suoi vicini europei nell’ondata delle infezioni ma esperti scientifici indipendenti hanno evitato di consigliare al governo di imporre nuove restrizioni nonostante concordassero sul fatto che il numero di infezioni avrebbe continuato ad aumentare. Christian Drosten, il virologo più famoso del Paese, ha osservato che molto probabilmente la Germania dovrebbe passare a trattare il virus come endemico alla fine. “Mettiamola così: non dovremmo aprire completamente il cancello. Ma in alcune aree, dobbiamo aprire un po’ la porta al virus“, ha detto.

Caso a parte è quello dell’Italia che, come gli altri Paesi europei, ha registrato in questo periodo i tassi di infezione giornalieri più alti dall’inizio della pandemia ma che, al contrario di altre grandi nazioni, nelle ultime settimane ha inasprito ancora di più le restrizioni, introducendo l’obbligo di vaccinazione per gli over 50 e l’obbligo di Super Green Pass (vaccino o guarigione dal Covid) per utilizzare i mezzi pubblici e Green Pass base anche per la quasi totalità dei negozi. Mentre nei maggiori Paesi europei la via è quella di allentare le restrizioni e iniziare un nuovo capitolo di convivenza con il virus, gli scienziati italiani concordano prevalentemente sul fatto che sia troppo presto per dichiarare la situazione endemica.

Questo tipo di cautela viene mostrata anche da una vasta gamma di professionisti sanitari e ricercatori in tutta Europa, alcuni dei quali hanno lanciato un appello sul British Medical Journal per un migliore coordinamento nell’affrontare la pandemia. Gli esperti sostenevano che c’era ancora un’urgente necessità di “ridurre le infezioni per evitare la sopraffazione dei sistemi sanitari e proteggere la vita pubblica e l’economia”. “Anche sotto le ipotesi più ottimistiche, lasciare che Omicron corra senza restrizioni rischia conseguenze potenzialmente devastanti“, hanno scritto.