Covid, Margiotta (Confsal): “l’obbligo vaccinale non è la soluzione definitiva, in due anni non siamo riusciti a migliorare il contrasto diretto al virus”

“Distribuzione di massa di mascherine e tamponi e installazione capillare sistemi aerazione” sono le misure su cui puntare, secondo Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori

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Il governo ha introdotto l’obbligo di vaccinazione anti-Covid per gli over 50 ma la misura sta suscitando varie polemiche e reazioni. Anche alcuni componenti del Cts hanno messo in discussione l’utilità dell’obbligo, alla luce della variante Omicron.

Anche Angelo Raffaele Margiotta, segretario generale della Confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori (Confsal), esprime il suo disaccordo sull’obbligo vaccinale. ”E’ da sempre che invitiamo le persone a superare le proprie riserve nei confronti del vaccino, che va considerato come il principale strumento di difesa della salute individuale e collettiva. Pensare però che con l’obbligo vaccinale si dia soluzione definitiva al problema pandemia è un’illusione“. “Occorre infatti agire soprattutto sul piano del contrasto diretto al virus con due misure sicuramente efficaci: la distribuzione di massa di mascherine e tamponi, per la protezione e sorveglianza individuale; l’installazione capillare di sistemi di aerazione in tutti i luoghi aperti al pubblico, per la difesa collettiva”, sottolinea.

Purtroppo, rileva Margiotta, “dopo due anni di governo emergenziale, non si è riusciti ad alzare più di tanto il livello di contrasto diretto rispetto all’inizio della pandemia. I vari Pass, Super Pass e Mega Pass si rivelano barriere di contenimento che il virus riesce ad aggirare, e dobbiamo registrare la più grave ondata della pandemia con oltre duecentomila casi giornalieri”. Pertanto, aggiunge Margiotta, “non condividiamo scelte ideologiche-mediatiche che confliggono con la scienza medica, come quella di riaprire inopinatamente le scuole nei giorni in cui cresce esponenzialmente il picco pandemico. Con questi numeri è pressoché certo che in ogni classe ci sia almeno un contagiato con tutto quello che ne deriva. Non alimentiamo l’onda, ma attrezziamo prima le scuole, affinché possano riaprire in sicurezza e nel frattempo funzionare col ricorso alla Dad e allo smart working“, conclude il segretario generale della Confsal.