Covid, Vaia (Spallanzani): “il picco tra fine Gennaio e inizio Febbraio, a Ottobre faremo il richiamo, sarà diventato come un’influenza”

Il vaccino anti-Covid "servirà una volta all'anno come per l'influenza," ha evidenziato il direttore sanitario dello Spallanzani

Non faccio il divinatore, non lo so. Però dico che questa malattia ha i caratteri della stagionalità e secondo me il picco lo avremo adesso, tra fine Gennaio e la prima decade di Febbraio. Guardiamo come è successo negli anni scorsi questo tempo. A Ottobre faremo il nostro richiamo. Non la quarta dose, ma richiamo. Vorrà dire che sarà diventato come un’influenza“: è quanto ha affermato il direttore sanitario dell’Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, ospite questa mattina di “Non Stop News”.

Spero che il Presidente Draghi spieghi bene stasera questa sorta di obbligo vaccinale: non è per punire le persone, ma perché serve,” ha proseguito Vaia. “Dobbiamo evitare di fare una comunicazione sbagliata. Il novaxismo si combatte non spaventando, ma chiarendo. Io non dico che se non sei vaccinato devi stare a casa per punizione, non è così, è un atto scientifico“. “Se io mi sono vaccinato – ha sottolineato Vaia – se sono a contatto con te, qualora mi dovessi contagiare non mi ammalo. La non vaccinazione ti porta a un contagio molto più probabile e a una patologia più sintomatica rispetto agli altri, lo dicono i numeri. Il motivo per il quale dobbiamo correre è proprio questo, dobbiamo correre per recuperare“.

Il vaccino anti-Covid “servirà una volta all’anno come per l’influenza,” ha evidenziato il direttore sanitario dello Spallanzani. “Non c’è quarta o quinta dose io ho detto più  volte che non dobbiamo arrivare a vaccino e cappuccino, cioè faccio un esempio: se io ho un appartamento che non è a norma dal punto di vista elettrico che faccio? Metto a norma l’appartamento o decido di comprare candele per tutta la vita? Evidentemente metto a norma l’appartamento“. “In questi giorni – ha aggiunto Vaia – stiamo firmando un memorandum di accordi con i colleghi del Sud Africa per sperimentare e produrre un vaccino italo-sudafricano che servirà per Omicron perché in Sud Africa è stato isolato per primo Omicron. Una buona notizia. Servono i vaccini in Italia ma servono i vaccini nel mondo, dobbiamo ricordare che dobbiamo andare oltre il nostro cortile e vaccinare tutti perché questo virus lo dobbiamo sconfiggere e lo sconfiggeremo, dobbiamo tornare alla vita“.