E’ di almeno due morti il bilancio dell’eruzione del vulcano sottomarino e del successivo tsunami che hanno colpito il regno di Tonga.
“Possiamo confermare che la polizia di Tonga ha comunicato all’Alta Commissione della Nuova Zelanda che il bilancio confermato è di due morti, tra cui un cittadino britannico,” ha annunciato il Ministero degli Esteri neozelandese. La vittima britannica è Angela Glover, come confermato anche dal fratello Nick Eleini, secondo il quale la donna sarebbe morta mentre cercava di mettere in salvo in suoi cani dalle onde di tsunami.
Tonga, colpita da una potente eruzione e da uno tsunami sabato scorso, potrebbe essere tagliata fuori dalle comunicazioni per settimane, fino a quando la connessione dei cavi sottomarini non sarà riparata: lo ha confermato la compagnia responsabile.
La scarsa comunicazione sta ostacolando i soccorsi e impedisce di conoscere la reale la situazione in cui versa il Paese.
Il cavo che consente le comunicazioni da e per Tonga (nazione di 169 isole e 105mila persone del Sud Pacifico) dalle vicine Fiji, si è rotto a circa 37 km dalla costa, ha confermato Dean Veverka, capo tecnico della compagnia Southern Cross Cable: “I cavi sottomarini trasportano circa il 99% di tutte le comunicazioni e Tonga rischia di stare per un bel po’ di tempo isolata,” ha dichiarato a Radio New Zealand.
Le stesse autorità tongane non sono ancora state in grado di comunicare con molte delle isole abitate, alcune delle quali sono solo pochi metri sopra il livello del mare.
Il governo neozelandese è riuscito a contattare le autorità via telefono satellitare: hanno riferito di “danni significativi” nella capitale, Nuku’alofa, e nell’isola principale dell’arcipelago, Tongatapu, 65 km a sud del vulcano Hunga-Tonga-Hunga-Haapai.


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