Meteo, anticiclone e nebbie dominano in Pianura Padana: ancora galaverna e neve chimica in Piemonte, anche a Torino – FOTO

Galaverna e neve chimica sono tornate ad imbiancare alcune zone del Piemonte, come già avvenuto ieri: colpiti in particolare, il Torinese e l'Astigiano

  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Torino
  • Piobesi Torinese
  • Settimo Torinese
  • Pessione
/

L’anticiclone continua a dominare in Italia e con il freddo e la presenza di nebbie in Pianura Padana, alcune zone del Piemonte si ritrovano nuovamente imbiancate dai fenomeni della galaverna e della neve chimica. Le nebbie, associate a temperature di diversi gradi sotto lo zero, infatti, possono produrre i due fenomeni. In particolare, sono stati colpiti il Torinese e l’Astigiano, con numerose località, tra cui la città di Torino, che, come ieri, si sono ritrovate un velo bianco a coprire strade, auto, tetti e vegetazione (vedi foto della gallery scorrevole in alto).

Temperature molto basse sono state registrate oggi nelle due province e in pieno giorno, sono ancora sotto lo zero in diverse località. Tra le minime più rilevanti, segnaliamo -5°C a Venaria Reale, -4°C a Torino, Moncalieri, Santena, Chivasso, Asti, Govone, Montaldo Scarampi, San Damiano d’Asti.

Cos’è la neve chimica

Quello della neve chimica è un particolare tipo di precipitazione che avviene in condizioni anticicloniche, ovvero con assenza di perturbazioni, ma in presenza di fitte nebbie. In casi di elevato inquinamento e con temperature ampiamente negative, non è escluso che possano verificarsi deboli nevicate, dovute alla formazione di cristalli di ghiaccio attorno alle particelle di particolato atmosferico presenti nell’atmosfera e/o nei fumi delle varie industrie. Ecco da dove deriva il nome “neve chimica”, anche se quello scientifico è “neve da nebbia”.

Le goccioline di nebbia possono ghiacciare sulle molecole degli inquinanti, precipitando verso il suolo e favorendo una vera e propria nevicata. In Italia, i fenomeni di neve chimica interessano in particolare la Pianura Padana, area caratterizzata da un elevato tasso d’inquinamento.

Cos’è la galaverna

La galaverna tecnicamente è quella precipitazione determinata dalla nebbia ghiacciata. Molto spesso, infatti, la nebbia provoca pioviggini simili ad “aerosol”; quando le temperature sono sotto lo zero, queste pioviggini sono composte da piccoli aghetti di ghiaccio che si posano soprattutto sull’erba, sugli alberi e nelle campagne, dando l’effetto della neve.

Fenomeno raro, ma non rarissimo, in Pianura Padana, è molto frequente in montagna sia sulle Alpi che, soprattutto, su tutto l’Appennino dove capita molto spesso che la nebbia lascia questo coreografico strato di ghiaccio bianco posato sulla vegetazione.
Le piccolissime goccioline di vapore sospeso in aria che accompagnano ogni fenomeno di nebbia, quando le temperature sono sottozero si congelano, rendendo ancor più affascinante il paesaggio. Il fenomeno, per i meteo/appassionati, è uno tra i più emozionanti perché capita molto spesso di andare in montagna, con accumuli nevosi abbondanti, ma senza provare le stesse emozioni se gli alberi sono spogli del bianco tipico della galaverna, poiché è spesso proprio questo che rende il paesaggio fatato e incantevole.
Quando c’è anche forte vento, capita di avere accumuli di ghiaccio, anche trasversali, per diversi centimetri non solo nelle campagne e sugli arbusti, ma anche nei pali della luce e nei ripetitori. La base di accumulo è infatti la più strana e varia e molto spesso dipende dalle condizioni atmosferiche che accompagnano la nebbia.

Solitamente la galaverna si posa sui fili d’erba più alti, sui rami più esterni degli alberi, ma anche sui fili stesi ed alle linee aeree dell’alta tensione, sulle rocce sporgenti, sulle croci di vetta, arriva addirittura a posarsi sulla barba, sui capelli e sulle sopracciglia dell’escursionista o dell’essere umano che si trova di passaggio in mezzo a questa fredda nebbia.

Se la ventilazione è debole, questo accrescimento è regolare, ed i cristalli sono di notevole bellezza e simmetria, molto simile alla logica dell’esagono che genera il fiocco di neve nelle nubi. Se lo strato è in movimento sostenuto, come può succedere col vento alle quote montane più alte, il deposito è più irregolare, e crea sugli oggetti formazioni di ghiaccio ugualmente vistose, ma di forma appuntita irregolare, di un colore bianco più opaco, di solito sottovento alla direzione di arrivo della nebbia.

La comparsa della galaverna nelle zone di pianura è solitamente indice di tempo stabile, anticiclonico, con temperature basse e assenza di nubi.