Da sempre, i numeri di casi, ricoveri e decessi legati alla pandemia di Covid in Italia sono sempre stati superiori a quelli di moltissimi altri Paesi. E se questo ha sempre fatto pensare, portando i più a chiedersi cosa ci sia dietro, negli ultimi mesi si sono fatte sempre più insistenti le voci di esperti ed esponenti politici che chiedono di fare chiarezza su questo aspetto.
Ora un servizio Rai Restart, su Rai 2, ha fatto emergere una realtà ben più grave di quanto si potesse pensare. In particolare, il servizio (vedi video in fondo all’articolo) si concentra sul numero di decessi legati al Covid: sono morti tutti “per” Covid o tanti sono deceduti “con” il Covid? Un medico che svolge il ruolo di dirigente in un ospedale romano ha dichiarato alla giornalista Valentina Noseda: “è frequente che venga scritto sulla cartella che un paziente è morto di Covid quando in realtà non lo è. A che scopo? Perché salga il numero dei positivi. La stessa cosa accade con i ricoveri: se un malato oncologico viene ricoverato, anche se non ha sintomi ma è positivo, diventa immediatamente un paziente Covid. E’ gravissimo che trasferiscano un malato di tumore in una struttura Covid, può essere come mandarlo alla morte, ma accade spesso. A che servono tutti questi positivi? A fare soldi”.
“Lei capisce – prosegue il medico, rimasto anonimo – che uno che mi entra in ospedale con una gamba rotta e poi risulta positivo non mi costa quelle cifre se non ha sintomi. Chi ci guadagna? L’ospedale prende dei rimborsi in proporzione al numero di ricoveri. Ci sono interessi di soldi, potere, avanzamento di carriera. In alcune strutture ospedaliere si alterano i dati perché sperano che, dimostrandosi in sofferenza per il Covid, possano mettere le mani più facilmente sui soldi del Pnrr. Si stanno organizzando anche per assumere nuovo personale nonostante non sia previsto. I positivi servono per alimentare il sistema“. Si tratta di dichiarazioni pesantissime, che alludono ad un vero e proprio business legato al Covid.
In Gazzetta Ufficiale, sono indicati i costi di degenze e maggiorazioni previste per i malati Covid: oltre 3 mila euro per i ricoveri in area medica e oltre 9 mila per ogni paziente in terapia intensiva. “Io entro per una qualsiasi patologia, anche una caviglia rotta, e staziono 3-4 giorni in ospedale. Poi mi faccio il tampone, risulto positivo e le mie giornate di degenza cambiano tabella economica. E’ un’assurdità, ma è legale”, afferma Giuseppe Conforzi, della Uil Fpl Lazio.
“Il Covid per i privati è un business. Quello che succede in ambito privato è molto grave, a noi sono arrivate richieste dall’alto, da direttori generali e sanitari, di alterare le cartelle cliniche, scrivendo magari che il tampone è positivo. Per l’ospedale, su 10 morti, 7 sono Covid, è già deciso”, dichiara ancora nel servizio un sanitario rimasto anonimo.

