Omicron, studio sudafricano ricostruisce la diffusione in Africa: “la fuga immunitaria potrebbe essere un fattore importante della sua rapida trasmissione”

I dati genotipici e fenotipici di un nuovo studio sudafricano suggeriscono che Omicron ha la capacità di eludere la risposta anticorpale neutralizzante

L’identificazione e la rapida espansione precoce della variante Omicron del coronavirus SARS-CoV-2 nell’Africa meridionale sono descritte in uno studio sottoposto a revisione paritaria e recentemente accettato per la pubblicazione sulla rivista Nature, dai gruppi di ricerca che per primi hanno segnalato la nuova variante.

L’emergere e la rapida diffusione di Omicron rappresenta una minaccia per il mondo e in particolare per l’Africa, dove meno di una persona su dieci è completamente vaccinata, riporta lo studio. Tulio de Oliveira e colleghi hanno analizzato i primi 686 genomi di Omicron disponibili (di cui 248 dall’Africa meridionale e 438 da altre parti del mondo). Gli autori hanno scoperto che Omicron si è diffusa dalla provincia di Gauteng, la più ricca e industrializzata del Sudafrica, a sette delle altre otto province e a due regioni del Botswana da fine ottobre a fine novembre 2021. Il numero di riproduzione effettivo (ossia il numero medio di persone, in una popolazione parzialmente suscettibile, che sono state infettate da un individuo in un momento specifico) è stato stimato in circa 2,7 dall’inizio di novembre all’inizio di dicembre.

Entro il 16 dicembre, Omicron è stata rilevata in 87 Paesi, sia in campioni di viaggiatori di ritorno dall’Africa meridionale che in campioni di test comunitari di routine. All’inizio del 2022, Omicron è stato identificata in oltre 100 Paesi e oltre 100.000 genomi sono ora pubblicamente disponibili nel database GISAID.

La variante Omicron è considerata eccezionale in quanto trasporta oltre 30 mutazioni nella proteina spike. I dati genotipici e fenotipici suggeriscono che Omicron ha la capacità di eludere la risposta anticorpale neutralizzante. La modellazione presentata in questo studio suggerisce che la fuga immunitaria potrebbe essere un fattore importante della rapida trasmissione osservata della variante.

Gli autori osservano che i loro risultati si basano solo sui dati della sequenza iniziale e che sarà necessario un attento monitoraggio della diffusione di Omicron nei Paesi al di fuori dell’Africa meridionale per comprendere meglio la sua trasmissibilità e la capacità di questa variante di eludere l’immunità post-infezione e indotta dal vaccino.