Le previsioni meteo in questi giorni sembrano piuttosto ripetitive ma, d’altro canto, piuttosto ripetitivi sono anche gli scenari di volta in volta proposti dei centri di calcolo. I modelli sembrano individuare per qualche corsa il punto debole dell’alta pressione, quindi la parte attaccabile dal fronte instabile e freddo sub-polare o artico, per poi ritornare sistematicamente sulle posizioni iniziali e, sostanzialmente, vanificare l’attacco per via di un improvviso “colpo di reni anticiclonico” spazza freddo. Naturalmente ci riferiamo ai punti di attacco all’alta pressione in corrispondenza dell’Italia e del Mediterraneo centrale. Nella sostanza, le simulazioni dei calcoli matematici propongono ondate di freddo anche importanti intorno alle 144/168 ore, quindi nemmeno a una distanza particolarmente lontana, per poi sistematicamente smentirle o ridimensionarle fortemente via via che ci si approssima all’evento.
Una situazione che oramai si ripete da giorni e che è dovuta essenzialmente all’azione “borderline”, da noi rilevata in tutti i nostri aggiornamenti, che hanno entrambe le figure protagoniste di questa inverno, ossia l’alta pressione oceanica o subtropicale e il flusso freddo artico o sub-polare. Quando questi due “titani” della circolazione atmosferica si pongono in scontro frontale, le aree di contesa, ossia quelle che si trovano nel mezzo dello scontro, a questo giro appunto l’Italia e il Mediterraneo centrale, spesso vivono condizioni di tempo ibride, né carne né pesce, né freddo né caldo, né completamente instabile e nemmeno tutto soleggiato. Insomma un po’ di tutto e un po’ di niente. E, dagli aggiornamenti serali, questa potrebbe essere la tendenza anche per i prossimi 7/8 giorni, magari con una sola connotazione, ossia che il profilo termico potrebbe essere più freddo rispetto alla media. In riferimento all’instabilità, invece, già è stato parecchio ridimensionato un possibile primo attacco freddo atteso tra venerdì e sabato prossimi. Vi è una conferma circa una nuova rottura del regime anticiclonico appena instauratosi, quindi in effetti tra venerdì e sabato un piccolo cavo d’onda attraverserà la penisola, tuttavia, rispetto a quanto prospettato sino a ieri, l’azione sarebbe molto rapida e nemmeno tanto profonda, magari in grado di portare veloci rovesci e anche qualche veloce nevicata collinare sulle regioni del medio-basso Adriatico, su quelle appenniniche centro-meridionali e al Sud, ma il tutto passerebbe entro già la giornata di sabato. Per di più, avevamo accennato in precedenti previsioni meteo sul più lungo termine a una ennesima azione instabile, questa più strutturata, per inizio della prossima settimana e anche per l’inizio di febbraio ma, dalle ultimissime simulazioni, anche questa sembrerebbe essere abbastanza ridimensionata. Insomma, stando agli aggiornamenti ultimi serali, le previsioni meteo per i prossimi 7/8 giorni, quindi per il resto del mese e per i primi giorni di febbraio, sarebbero all’insegna di un tempo abbastanza dinamico, con qualche giornata più stabile alternata ad altre caratterizzate da improvvisi passaggio di nubi, veloci rovesci o anche fiocchi collinari, ma niente di particolarmente sostanzioso. Naturalmente, anche piccoli movimenti dinamici dell’alta pressione potrebbero favorire, specie in riferimento al possibile evento di inizio febbraio, affondi freddi più incisivi, tuttavia da valutare nei prossimi giorni.


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