In oltre 20 anni di storia, la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e’ stata il piu’ grande e sofisticato laboratorio scientifico mai costruito dall’uomo e le sue attività saranno prolungate fino al 2030. L’amministratore della NASA Bill Nelson, infatti, ha annunciato l’impegno del governo americano a prolungare le attivita’ dell’avamposto spaziale fino alla fine del decennio in corso, allontanando così il possibile “pensionamento” nel 2024. Le operazioni in orbita continueranno a essere condotte in collaborazione con i partner internazionali, ovvero le agenzie spaziali di Europa (ESA), Canada (CSA), Giappone (JAXA) e Russia (Roscosmos).
“La Stazione Spaziale e’ un faro di pacifica collaborazione scientifica internazionale e per piu’ di 20 anni ha restituito immensi sviluppi scientifici, educativi e tecnologici a beneficio dell’umanita‘”, commenta Nelson. “Sono lieto che l’amministrazione Biden-Harris si sia impegnata a continuare le operazioni della Stazione fino al 2030. La partecipazione continua degli Stati Uniti alla ISS migliorera’ l’innovazione e la competitivita’, oltre a far progredire la ricerca e la tecnologia necessarie per inviare la prima donna e la prima persona di colore sulla Luna nell’ambito del programma Artemis della NASA e aprire la strada all’invio del primo umani su Marte. Poiche’ sempre piu’ nazioni sono attive nello spazio – aggiunge Nelson – e’ piu’ che mai importante che gli Stati Uniti continuino a guidare il mondo nella crescita di alleanze internazionali e nel modellare regole e norme per l’uso pacifico e responsabile dello spazio“.
I sei anni di proroga dell’operativita’ della ISS permetteranno una transizione senza interruzioni verso le nuove stazioni spaziali commerciali, in via di sviluppo anche grazie alla strategia di commercializzazione dell’orbita terrestre bassa che la NASA ha messo in campo negli ultimi mesi. Nei suoi lunghi anni di attività, l’ISS ha ospitato in orbita piu’ di 3.000 attivita’ scientifiche messe a punto da oltre 4.200 ricercatori di tutto il mondo. Sono quasi 110 i Paesi che hanno preso parte alle attivita’, incluse quelle didattiche ed educative che hanno coinvolto piu’ di 1,5 milioni di studenti all’anno.


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