E’ stata una morte straziante quella di Nicola Galante, ristoratore e dirigente della squadra di calcio di Casalbordino, in Abruzzo. Non era la prima volta che il suo cuore faceva capricci. Quando si è accorto dell’infarto in corso ha chiamato il 118 e si è seduto sotto il portico davanti casa. Ha poggiato una mano sul petto e all’improvviso ha smesso di respirare, a soli 41 anni.
Il cordoglio in paese, come anche a Pescara, è stato tanto. Lo stesso vale per Ortona, dove Galante lavorava da quando, a causa del Covid, aveva dovuto chiudere il suo ristorante in paese e aveva iniziato a lavorare in un agriturismo in contrada Caldari di Ortona.
Il primo infarto Nicola lo aveva avuto a 31 anni, ma era sopravvissuto. Non era sposato Nicola e si dedicava alla cucina e al calcio, facendo controlli periodici al cuore. Nei prossimi giorni avrebbe dovuto sottoporsi a visita cardiologica.
Profetico e inquietante è un post pubblicato dallo stesso Nicola sulla propria pagina Facebook lo scorso 4 gennaio, quando, dopo essersi sottoposto a vaccinazione anti Covid scriveva “Se non ci rivediamo è stato bello…“.



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